Una cittadina siriana residente in Arabia Saudita è stata identificata tra le vittime dell'attacco con droni e missili contro l'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, attribuito ai ribelli Houthi dello Yemen. La notizia è stata confermata dalle autorità saudite e riportata da Al Arabiya.

Secondo quanto dichiarato dal ministero dell'Interno saudita, la donna, Buthaina Ahmed Aweida, era vedova e madre di quattro figli. Risiedeva nel regno da cinque anni.

L'attacco, avvenuto nella serata di domenica, ha provocato la morte di un cittadino pakistano e il ferimento di altre undici persone, tra cui cittadini di Pakistan e Bangladesh, oltre a numerosi danni materiali alle strutture aeroportuali. Si tratta del secondo assalto in due giorni contro lo scalo della capitale saudita, dopo quello di sabato che aveva causato tredici morti e centinaia di feriti.

In seguito agli attacchi, il governo saudita ha deciso di chiudere l'aeroporto di Riad e di attivare la didattica a distanza nella capitale. Nella giornata di lunedì le autorità hanno reso noto di aver intercettato e distrutto una nuova aggressione contro l'aeroporto internazionale King Fahd di Dammam, precisando che i frammenti dei sistemi difensivi sono caduti al di fuori dell'area dello scalo e che sono in corso verifiche sull'integrità delle strutture.

Gli attacchi hanno provocato una vasta condanna internazionale. Il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha definito "inaccettabili" gli attacchi contro civili e infrastrutture civili, chiedendone la cessazione e ribadendo l'impegno dell'Italia a lavorare con i partner regionali per ridurre le tensioni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso piena solidarietà all'Arabia Saudita e al suo popolo.

Anche l'ONU, l'UE e diversi Paesi del Golfo hanno condannato gli attacchi contro le infrastrutture civili. Sul piano diplomatico, il ministro degli Esteri saudita ha avuto un colloquio con il collega iraniano nel quale ha sottolineato che la prosecuzione delle ostilità mina gli sforzi per raggiungere una soluzione politica al conflitto yemenita.

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