La mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori nel Mezzogiorno entra in una fase di evoluzione, con segnali di distensione in Calabria e Sicilia, mentre in Campania e Puglia le tensioni e i presidi restano ancora presenti. Lo riferisce un’analisi di policymakermag.it.
Le proteste, innescate da una lunga lista di problemi, tra cui il caro carburante, crediti d’imposta, pagamenti arretrati e promesse di nuove risorse, stanno trovando una risposta parziale attraverso il dialogo con il Governo. Tuttavia, la battaglia non è ancora finita e i prossimi giorni saranno decisivi per capire se la situazione tornerà alla normalità o se le agitazioni riprenderanno con forza.
In Calabria, Fedralog Calabria, che aveva proclamato un fermo dal 16 al 20 ottobre denunciando costi insostenibili, ha sospeso l’azione dopo l’incontro con il Governo, condizionando la decisione all’esito dell’incontro previsto per il 27 ottobre. “Se le risposte non dovessero essere ritenute adeguate, Fedralog minaccia un corteo di camion verso Roma”, ha dichiarato il coordinatore regionale Mario Pansini. La sospensione del fermo non significa che le istanze siano state definitivamente risolte, ma rappresenta un segnale di apertura al dialogo.
In Sicilia, il Comitato trasportatori siciliani (CTS) ha revocato il fermo dopo un incontro con il ministro Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi, mantenendo però le imprese in stato di agitazione. Il coordinatore Salvatore Bella ha sottolineato che la quasi totalità delle richieste della propria piattaforma è stata accolta, ma restano nodi da risolvere, tra cui i 104 milioni di euro di pagamenti arretrati e i 430 milioni di crediti d’imposta sul gasolio. Sul fronte siciliano, resta da verificare come verranno concretamente attuate le promesse fatte dal Governo e se le risorse verranno erogate nei tempi previsti.
L’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (AIAS), che inizialmente aveva respinto l’intesa raggiunta e annunciato la prosecuzione della protesta, ha successivamente sospeso la mobilitazione dopo aver ricevuto rassicurazioni sulla partecipazione ai tavoli nazionali, come spiegato dal presidente Giuseppe Richichi.
In Puglia e Campania, il quadro è più complesso. In Puglia, la delegazione degli autotrasportatori, guidata da Antonio Manzi, ha annunciato una rimozione parziale dei blocchi, pur mantenendo attivi alcuni presidi, mentre in Campania, rappresentata da Vincenzo Parisi, le trattative continuano con la stessa data del 27 ottobre come prossimo passaggio per il confronto con il Governo.