La Germania alza il livello di allerta sulla minaccia russa. Nel corso dell'audizione pubblica annuale dei vertici dei servizi di intelligence davanti al Parlamentarisches Kontrollgremium del Bundestag, il direttore del Bundesnachrichtendienst (Bnd) Martin Jäger ha definito la Russia la principale sfida alla sicurezza della Germania, mettendo in guardia da una strategia di guerra ibrida che si estende ben oltre il fronte ucraino.
«La Russia conduce una guerra ombra contro di noi», ha dichiarato Jäger, secondo quanto riportato da Politico Europe, spiegando che pur non esistendo al momento preparativi per un attacco su vasta scala alla NATO, resta concreto il rischio di azioni limitate, provocazioni e sabotaggi che potrebbero colpire direttamente il territorio tedesco.
Le parole del capo dell'intelligence tedesca arrivano in un momento particolarmente delicato. Nei giorni precedenti, le autorità federali avevano annunciato di aver sventato un tentato attacco all'aeroporto di Lipsia, dove nel mese di agosto era stato trovato un drone carico di esplosivo. Le indagini puntano a una pista russa, anche se il movente dell'operazione resta ancora da chiarire. Jäger ha definito l'episodio un ammonimento, ribadendo che il rischio di nuovi attacchi resta "reale e presente".
Ad ampliare il perimetro della minaccia è stato anche il capo del Bundesamt für Verfassungsschutz Sinan Selen, che ha parlato di un crescente utilizzo di strumenti di pressione non convenzionali, dai sabotaggi alla pianificazione di azioni violente, fino all'uso di milizie irregolari. Selen ha inoltre avvertito che Mosca potrebbe ricorrere ad "attività militari di basso livello" ai margini dell'alleanza atlantica, in particolare negli Stati baltici.
La sottolineatura temporale fatta da Jäger è significativa: «Non possiamo aspettare fino al 2029». Un richiamo che si inserisce in un contesto di crescente pressione anche sulle capacità di risposta europee.
Il quadro descritto dall'intelligence tedesca si interseca inoltre con quanto sta avvenendo sul fianco orientale della NATO. L'Estonia, che condivide un lungo confine con la Russia, sta infatti modificando il proprio dispositivo militare sul confine orientale. La Prima Brigata estone è stata già trasferita a Jõhvi, a circa cinquanta chilometri dal confine russo, mentre le capacità di attacco a lunga distanza sono state rafforzate, in linea con una dottrina di difesa attiva delle forze armate estoni.
Un segnale che la minaccia percepita non riguarda solo la Germania, ma l'intero perimetro orientale dell'Alleanza.