Il blocco degli operai dell’Ilva di Taranto davanti alla raffineria Eni sta avendo conseguenze dirette anche sulla mobilità aerea. Gli aeroporti di Bari e Brindisi sono rimasti senza carburante per gli aerei, tanto che sono stati emessi due Notam per avvisare i piloti della situazione. A riportarlo è l'ANSA.

Secondo quanto comunicato, i rifornimenti di carburante al deposito aeroportuale di Bari sono stati sospesi a causa del blocco. Le scorte si sono esaurite e il jet fuel non è più disponibile per il rifornimento degli aerei. La situazione è critica: 37 autocisterne sono rimaste bloccate nello stabilimento e gli aeroporti di Bari e Brindisi non sono in grado di fornire carburante agli aeromobili.

In particolare, all’aeroporto di Brindisi la situazione è ancora più grave. Nella giornata di ieri si è registrata una totale assenza di carburante, tanto che sono stati dirottati altrove anche velivoli che avevano necessità di rifornimento. I rifornimenti sono stati garantiti solo ai velivoli di soccorso e istituzionali. L’allerta si protrarrà fino alle 8 di mercoledì.

Aeroporti di Puglia ha dichiarato: “La situazione è costantemente monitorata dalla società in relazione all’evoluzione del presidio e al ripristino delle normali condizioni di approvvigionamento”.

Le conseguenze del blocco non si fermano agli aeroporti. Oltre 50 punti vendita Enilive in Puglia hanno esaurito il carburante e Eni ha avvertito che nei prossimi giorni potrebbero emergere ulteriori criticità, soprattutto per il mancato approvvigionamento di gas tecnici e chemicals necessari per la continuità operativa di numerosi clienti.

La protesta è il risultato della decisione dei sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb di proclamare 48 ore di sciopero a partire dalla mezzanotte. Lo sciopero, iniziato lunedì, ha portato i lavoratori a bloccare la statale 106 e la statale Bari-Taranto di fronte alla raffineria Eni. I disagi si sono estesi anche al trasporto pubblico a Taranto, con modifiche al servizio di Kyma Mobilità.

Nel frattempo, il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto per l’ex Ilva, mentre la discussione sulle prospettive dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano a Genova è diventata più accesa. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha dichiarato in un’intervista a RAI TG1 che “se si ferma Taranto si ferma tutta la filiera”, sottolineando che è in gioco la continuità operativa dello stabilimento di Cornigliano. Salis ha aggiunto: “Chiediamo quindi l’approvvigionamento di materie prime per poter continuare a lavorare” e ha espresso preoccupazione per i quasi mille posti di lavoro a rischio a Genova.

La sindaca ha ribadito la richiesta di continuità industriale e produttiva per lo stabilimento, in vista dell’incontro con i ministri Mazzi e Piantedosi a Genova. “È in discussione il futuro della nostra città e del nostro Paese, dei lavoratori e delle loro famiglie”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di una risposta rapida da parte del Governo per evitare un’escalation della situazione.

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