Il Terzo polo, almeno come lo intende Carlo Calenda, non esiste più. Il segretario di Azione lo ha dichiarato apertamente su Rai Radio 1: “Con Renzi il Terzo polo è impossibile”. Le sue critiche sono rivolte non solo al leader di Italia Viva, ma anche a Luigi Marattin, accusato di mancanza di coerenza politica. Calenda ha sottolineato come Renzi oggi stia con la sinistra, domani con Vannacci e fra quattro giorni magari con CasaPound, mentre Marattin si dichiara nemico del bipolarismo solo quando le elezioni sono lontane, per poi avvicinarsi al centrodestra. Calenda ha ricordato che Marattin, oggi vicino alla destra, era stato il relatore del Superbonus nel governo Conte II. La risposta di Marattin è stata un indovinello che suggerisce come il problema possa essere Calenda stesso.

Il segretario di Azione, partecipando a un forum di Confesercenti a Roma il 13 ottobre 2026, ha espresso la sua visione politica per il futuro. Ha annunciato che il 7 novembre Azione e il Partito Democratico (PD) parteciperanno a un progetto chiamato Europeisti.eu, promosso da Piercamillo Falasca e Daniele Nahumdi. Renzi, nella sua Enews, ha ribadito che correre da soli non sarebbe utile e ha criticato chi si dichiara riformista ma rifiuta alleanze con la sinistra, affermando che questa posizione porta all’irrilevanza.

Il futuro del Libdem appare in bilico, con Marattin che ha recentemente ricevuto apprezzamenti da Giorgia Meloni per le sue proposte economiche, ma che ha dichiarato di non voler entrare in alleanza con Roberto Vannacci. Tuttavia, con un consenso attuale dell’1,4% secondo la Supermedia Youtrend, le possibilità per il Libdem di influenzare significativamente il panorama politico sono limitate.

Calenda ha concluso il suo intervento ribadendo che Azione sta lavorando per fermare il bipopulismo, definito come una combinazione di populismo di sinistra e di destra. Ha affermato che non esiste un futuro per l’Italia e per l’Europa se si continua a seguire gli estremismi, invitando gli elettori a giudicare chi si sposta opportunisticamente a destra o a sinistra in prossimità delle elezioni.

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