Il generale Vincenzo Camporini, in un’intervista a Radio Popolare del 12 ottobre 2026, ha delineato un quadro estremamente preoccupante riguardo al disimpegno americano dalla sicurezza europea. Partendo dalle ultime dichiarazioni di Trump su Zelensky, che a suo avviso dovrebbe essere sostituito per arrivare a un accordo di pace, Camporini ha sottolineato come queste parole siano l’ultimo tassello di una serie di segnali che mostrano un progressivo distacco degli Stati Uniti dagli equilibri di sicurezza tradizionali.
“Se qualcuno mi chiedesse di scommettere sulla validità dell’articolo cinque, non rischierei i miei quattrini”, ha affermato il generale, riferendosi al cuore del Trattato Atlantico che prevede la difesa collettiva in caso di attacco a uno degli alleati. Secondo Camporini, le parole e le azioni recenti della Casa Bianca, tra cui l’accordo sul diesel con Mosca e l’attacco degli Houthi all’Arabia Saudita, mostrano che l’interesse americano per la sicurezza europea è ormai marginale.
Camporini ha evidenziato come l’accordo sul diesel sia stato insignificante dal punto di vista quantitativo, ma abbia rafforzato politicamente la Russia sullo scenario internazionale. “Dobbiamo prendere atto che a questo punto l’interesse di Trump per la politica europea e per la sicurezza in Europa non è più rilevante”, ha dichiarato, sottolineando come gli Stati Uniti stiano ormai guardando altrove.
Il generale ha anche collegato queste mosse alle imminenti elezioni di midterm negli Stati Uniti. “L’ideale è scaricare la colpa non su chi ha creato il conflitto con l’Iran, ma su chi neutralizza le capacità di raffinazione da parte russa”, ha spiegato, indicando come la narrazione politica possa influenzare le decisioni della Casa Bianca.
Nonostante il quadro critico, Camporini ha concluso con una nota di speranza, evidenziando che esiste ancora una dialettica all’interno dell’amministrazione americana e che lui stesso è parte di un gruppo di lavoro internazionale per cercare di attenuare la situazione. Tuttavia, ha ribadito con forza che l’Europa non può più contare sugli Stati Uniti come in passato: “Per quanto tempo ancora la Nato potrà far finta di nulla? Abbiamo qualche motivo di seria preoccupazione.”