La Corte d'Assise di Bergamo ha rigettato l'istanza presentata dagli avvocati di Massimo Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che chiedevano nuove analisi sui reperti e sui campioni biologici raccolti nell'ambito delle indagini relative all'omicidio di Yara Gambirasio. Lo scrive l'ANSA.

Secondo quanto riportato da ANSA, tra i reperti oggetto della richiesta figura la traccia 31G20, il sangue misto di Yara Gambirasio e Massimo Bossetti, considerata la prova regina che ha portato alla condanna all'ergastolo del muratore di Mapello. La difesa intendeva sottoporla a nuovi accertamenti alla luce di recenti sviluppi nel campo della genetica forense.

Nel fascicolo figurano anche le tracce genetiche di liquido seminale rinvenute sul giubbotto indossato dalla tredicenne al momento dell'aggressione. I legali di Bossetti avevano avanzato l'istanza sostenendo l'emergere di nuovi elementi dopo la consegna, da parte del Ris di Parma, di documentazione fotografica ad alta risoluzione relativa ai reperti, acquisita nell'ambito del procedimento di revisione avviato dall'Ufficio esecuzione penale.

Nel corso dell'udienza, la parte civile si è opposta alla richiesta, chiedendo contestualmente di poter accedere alla documentazione esaminata dalla difesa. La Corte d'Assise ha accolto la richiesta di visione dei reperti, ma ha respinto l'istanza di nuove analisi, richiamando i precedenti pronunciamenti della Cassazione che, nel 2024, aveva già limitato l'ambito degli accertamenti ammessi.

All'uscita dall'aula, l'avvocato Salvagni ha annunciato l'intenzione di impugnare la decisione: "Faremo sicuramente ricorso. Come ho fatto notare alla Corte ci sono voluti 7 anni per vedere le foto, 8 ricorsi per Cassazione, oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva per arrivare a discutere oggi. Non ci arrendiamo, ci rivolgeremo alla Procura competente."

Presente in aula anche il genetista Marzio Capra, consulente della difesa, che ha ribadito la propria posizione: a suo avviso, le moderne tecniche scientifiche applicate ai reperti relativi all'omicidio di Yara Gambirasio potrebbero consentire di individuare ulteriori elementi probatori, anche a distanza di anni dai fatti.

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