La Corte di cassazione ha dichiarato la nullità dell'ordinanza emessa all'esito di un procedimento di esecuzione, in cui il presidente di sezione della Corte di appello aveva fissato l'udienza per il 21 settembre 2026, anticipandola poi al 29 gennaio 2026 senza darne avviso al ricorrente e al suo difensore. L'udienza si era svolta con il difensore assente, sostituito da un altro difensore, che si era limitato a uno scarno intervento conclusivo. Lo riporta Giurisprudenza Penale.

Il difetto di avviso e la nullità rilevata

Secondo la Corte, la mancata comunicazione costituisce una violazione dell'art. 666, comma 3, del codice di procedura penale, che impone l'avviso alle parti e ai difensori almeno 10 giorni prima dell'udienza. La giurisprudenza ha già chiarito che l'omesso avviso all'interessato è causa di nullità di ordine generale e di carattere assoluto, come stabilito da Sez. 3, n. 404 del 11 novembre 2020. Anche l'omessa notifica al difensore rientra tra le nullità assolute, secondo l'orientamento di Sez. 1, n. 45575 del 29 settembre 2015.

L'applicazione degli articoli 178 e 179 cpp

La Corte ha richiamato l'art. 178 cpp, che tutela l'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato, e l'art. 179, comma 1, cpp, che definisce assolute le nullità che investono l'intervento dell'imputato e del difensore. In questo caso, l'omesso avviso ha compromesso il diritto di partecipazione e la possibilità di organizzare una difesa consapevole.

La decisione della Cassazione

Ritenendo fondato il motivo di ricorso, la Corte di cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio alla Corte d'appello per un nuovo giudizio, nel rispetto delle garanzie procedurali.

Intervista di Verini a Radio Radicale

Il senatore del Partito Democratico Walter Verini è stato intervistato da Radio Radicale il 6 ottobre 2026. Durante l'intervista, Verini ha affrontato diversi temi legati alla mafia e agli appalti, discutendo anche di amministrazione, stragi, depistaggi e il ruolo della Commissione Antimafia.

Nel corso del dialogo, Verini ha fatto riferimenti a figure storiche come Borsellino e Falcone, e ha menzionato nomi come Delle Chiaie e Mori, inseriti nel contesto delle indagini e delle polemiche politiche. L'intervista ha toccato anche questioni relative all'Antimafia e alle controversie tra diversi schieramenti politici.

Scontro in Aula tra M5s e FdI su stragi e depistaggi

Secondo RaiNews, nella stessa giornata si è verificato uno scontro in Aula della Camera tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia. Il capogruppo M5s, Riccardo Ricciardi, ha difeso Scarpinato e ha criticato FdI, accusandoli di voler depistare l'opinione pubblica e di non aver fatto chiarezza su diverse stragi storiche, tra cui quella di Portella della Ginestra e la strage di Bologna.

A queste accuse ha risposto Galeazzo Bignami di FdI, che ha definito inaccettabile il comportamento del M5s e ha annunciato la richiesta di dimissioni di Scarpinato dal Copasir, accusandolo di aver violato la riservatezza del ruolo con le sue comunicazioni. Lo scontro è nato dopo la lettera pubblica inviata dal M5s a FdI e la successiva risposta di FdI, con accuse reciproche di strumentalizzazione politica e di non aver fatto luce sui depistaggi del passato.

Fonti