Il Consiglio dei ministri ha approvato nella serata di giovedì il Documento programmatico di finanza pubblica (Dfpb), la base su cui si costruirà l'ultima manovra del governo Meloni prima delle elezioni, prevista per il 15 dicembre.
Secondo quanto riportato da formiche.net, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, insieme ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e al leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, hanno approvato le previsioni sul deficit: 3,4% nel 2027, 3,3% nel 2028 e 2,4% nel 2029. Il governo ha fissato una previsione di crescita del PIL dello 0,8%.
Questo segna l'inizio di un percorso di flessibilità dei conti pubblici a livello europeo: Meloni ha affermato che non si potranno aiutare famiglie e imprese senza misure restrittive, in linea con quanto previsto da Bruxelles. Dopo una lettera alla Commissione europea, Meloni ha ottenuto il riconoscimento della clausola Nec, che consente una spesa aggiuntiva di 14 miliardi di euro da consumare in tre anni per investimenti in Difesa ed energia.
La manovra, definita dalla premier stessa come "la posa della prima pietra", si inserisce in un contesto economico complesso: lo spread Btp/Bund ha superato i 120 punti base e l'inflazione è prevista oltre il 3% entro la fine dell'anno, dopo la "doccia fredda" ricevuta dall'Istat lo scorso 22 settembre riguardo alla procedura per deficit eccessivo.