Tre anni e sei mesi di reclusione. È la richiesta avanzata dal pubblico ministero della procura di Monza nei confronti di Giovanna Rigato, showgirl ed ex concorrente di reality show, accusata di tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. Al centro dell'inchiesta, secondo l'accusa, la richiesta di una somma pari a un milione di euro in cambio del silenzio su dichiarazioni che avrebbero potuto risultare lesive per l'immagine del leader di Forza Italia.

Rigato, che negli anni passati era stata coinvolta nel filone delle cosiddette "cene di Arcore" e nel processo Ruby, ha sempre respinto ogni addebito. In aula ha sostenuto di aver chiesto un risarcimento per il danno d'immagine subito, rigettando l'ipotesi di aver avanzato minacce nei confronti dell'ex presidente del Consiglio.

"Il dottor Berlusconi mi doveva risarcire perché mi ero ritrovata coinvolta nei processi", ha dichiarato durante l'udienza, ribadendo di non aver mai pronunciato frasi intimidatorie. La showgirl ha sostenuto di aver perso il lavoro in seguito al clamore mediatico e giudiziario derivato dalla vicenda.


L'udienza si è svolta l'11 ottobre 2026 e ha visto l'assenza di due testimoni indicati dalla difesa, Karima El Mahroug, conosciuta come Ruby, e Barbara Guerra, che non si sono presentate in aula. Rigato ha inoltre raccontato il proprio coinvolgimento nella vicenda, spiegando di essersi inizialmente dichiarata disponibile a testimoniare in favore di Berlusconi: "Prima mi aveva chiesto di testimoniare in suo favore, poi mi sono ritrovata imputata".

Nel procedimento si sono costituiti parte civile i cinque figli di Berlusconi. La vicenda si inserisce nel lungo strascico giudiziario legato alle feste e agli incontri che negli anni precedenti avevano coinvolto numerosi personaggi del mondo dello spettacolo e della televisione italiana. Il nome di Rigato era emerso già durante le indagini sulle cosiddette 'cene di Arcore', e la sua posizione era stata successivamente stralciata in un procedimento autonomo.

Silvio Berlusconi è morto nel giugno 2023, ma il procedimento prosegue nei confronti dell'imputata. La prossima tappa sarà la discussione della difesa, prima che il tribunale arrivi a una decisione.

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