Dopo undici anni di passaggi burocratici, verifiche e ricorsi, è arrivata la confisca definitiva: beni per 4,5 milioni di euro appartenenti all’imprenditore di Tortolì Mario Pischedda, 64 anni, sono stati acquisiti al patrimonio dello Stato, come riporta L'Unione Sarda. La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta dal Tribunale di Roma al termine di un lungo iter avviato nel 2015.
Pischedda era stato arrestato a maggio 2015 insieme alla moglie con l’accusa di bancarotta fraudolenta nell’ambito di un’inchiesta che aveva portato al fallimento di diverse società riconducibili al gruppo e a un buco complessivo stimato in 12 milioni di euro. Già nel giugno dello stesso anno era stato notificato un provvedimento di sequestro preventivo dei beni, mentre parallelamente procedeva il procedimento per bancarotta.
La confisca riguarda auto, quote societarie e disponibilità finanziarie, oltre a un patrimonio immobiliare composto da un hotel, case e terreni tra Tortolì e Olbia. L’ultimo intervento, su delega del Tribunale di Lanusei, risale a luglio, quando Prefettura e Questura hanno completato la ricognizione dei beni, verificando documentazione, visure, dati catastali, registri immobiliari e atti giudiziari. Gli ultimi passaggi hanno coinvolto anche le sedi dell’Agenzia delle Entrate di Nuoro e Tempio e l’Aci.
La difesa di Pischedda non si è fermata alla confisca. «Abbiamo presentato un ricorso alla Corte d’appello di Roma per la revoca del provvedimento», spiega l’avvocato Aldo Niccolini. «Alla luce della sentenza dell’assoluzione dell’amministratore», aggiunge il collega Mario Solanas, «stiamo predisponendo un ulteriore ricorso relativo a un’altra parte dei beni».
La vicenda giudiziaria si è recentemente arricchita di un altro passaggio: l’amministratore delle società riconducibili a Pischedda è stato assolto in Cassazione. Un risultato che, secondo i legali, apre ora un nuovo fronte nella battaglia per la revoca della confisca.