Gli Stati Uniti hanno imposto un coprifuoco notturno nelle basi militari di Okinawa, nel sud del Giappone, dopo che un marine statunitense è stato accusato di aver ucciso una donna giapponese.

La misura durerà un mese e obbligherà i soldati a rimanere nei loro alloggi o in case private esterne tra la mezzanotte e le cinque del mattino. Inoltre, durante i primi due giorni tutte le attività delle basi saranno sospese e sarà vietato il consumo di alcolici.

Secondo quanto riferito dalle autorità giapponesi, il marine Devin Jacob Ballard, 20 anni, è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso Anna Yagi, una donna giapponese di 39 anni, in una camera d’hotel. Ballard è anche accusato di averle sottratto lo zaino e il portafogli, ma ha negato le accuse.

L’episodio ha suscitato proteste sia a Naha, la capitale di Okinawa, sia a Tokyo, dove i manifestanti hanno chiesto la rimozione dei soldati statunitensi. Okinawa ospita circa 26mila dei 54mila soldati statunitensi presenti in Giappone.

Nel corso degli anni i rapporti tra le forze armate statunitensi e la popolazione locale sono stati spesso tesi a causa di crimini commessi da soldati, tra cui omicidi e stupri. Secondo il ministero della Difesa giapponese, nel 2025 i casi di crimine che hanno coinvolto le forze armate statunitensi o il personale a loro collegato sono stati 101, il numero più alto degli ultimi ventidue anni.

Il governatore di Okinawa, Genta Koja, ha incontrato il ministro della Difesa giapponese, Shinjirō Koizumi, e la prima ministra Sanae Takaichi per discutere dell’episodio. La prima ministra ha definito l’omicidio un “crimine efferato” e ha chiesto agli Stati Uniti di collaborare pienamente alle indagini.

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