Massimo D'Alema, ex presidente del Consiglio, esplora la sua vita e la storia del comunismo in Italia nel suo nuovo libro, "Eravamo comunisti" (Feltrinelli). In un'intervista con la Repubblica, D'Alema ricorda eventi significativi della sua vita, tra cui la morte di suo zio Antonio il 2 novembre 1918, medaglia d'argento al valor militare, e la sua infanzia in una famiglia comunista con un padre partigiano e una madre antifascista.
D'Alema racconta di aver incontrato Togliatti da bambino, che lo incoraggiò a "occupare la sede" del partito. Negli anni '60, a Genova e Pisa, D'Alema iniziò a frequentare la sede del partito e a partecipare alle prime manifestazioni. Durante queste esperienze, subì violenze: "Presi botte dai poliziotti e una coltellata da un fascista."
Racconta di aver ricevuto consigli su come affrontare la polizia durante le manifestazioni, incluso l'uso di sciarpe bagnate per proteggersi dai lacrimogeni. Sul fronte politico, D'Alema ricorda una telefonata con Enrico Berlinguer, che inizialmente non riconobbe. Descrive Berlinguer come "un uomo di una fermezza assoluta. Molto garbato e molto deciso" e ammette di aver pianto alla sua morte.
D'Alema parla anche del suo incontro con Fidel Castro, definendolo "istrione, simpatico", e racconta un aneddoto in cui gli chiese di non fumare il sigaro durante un viaggio aereo.
Massimo D'Alema presenterà il suo libro Eravamo Comunisti il 9 ottobre 2026 alle 18:00 ai Giardini Luzzati di Genova, in dialogo con Silvia Salis e Andrea Orlando. L'evento offrirà un'opportunità per esplorare la storia politica italiana attraverso la prospettiva di uno dei suoi protagonisti.
Eravamo comunisti non è soltanto un'autobiografia e non è nemmeno un equilibrato manuale di storia politica. È il tentativo di comprendere che cosa ha significato, nel bene e nel male, appartenere a una grande cultura politica del Novecento. E che cosa resta oggi di quella storia, a trent'anni dal crollo del muro di Berlino, dalla fine del comunismo sovietico e dall'inizio di una crisi della sinistra italiana che non sembra ancora conclusa.
Cos'è stato il comunismo italiano, dal punto di vista di chi lo ha vissuto in prima persona? E qual è ancora la sua eredità politica e culturale? La risposta non è semplice. Ma forse è proprio il momento di tornare a provarci.
Fonti
- Corriere della Sera: Massimo D'Alema: «Presi botte dai poliziotti e una coltellata da un fascista. Una volta non riconobbi Berlinguer: lo trattai male al telefono. Ho pianto quando morì»
- Corriere della Calabria: D’Alema ricorda Berlinguer e l’aneddoto della telefonata prima della manifestazione di Cosenza
- Mentelocale: Massimo D'Alema presenta Eravamo comunisti, con Salis e Orlando