La seduta del 25 settembre nel Municipio Roma V, dedicata all’esame di una mozione sul contrasto all’islamofobia e al razzismo antimusulmano, è al centro di un’interrogazione presentata dal gruppo Lega-Salvini Premier in Assemblea Capitolina, indirizzata al sindaco di Roma Capitale e all’assessore competente, con richiesta di risposta scritta.

Secondo quanto ricostruito nell’atto, durante la seduta si sarebbero verificati episodi di tensione, documentati da immagini e riprese, tra esponenti della maggioranza municipale, rappresentanti della Comunità Islamica di Roma presenti in aula e cittadini contrari alla mozione. La discussione riguardava un atto promosso dal capogruppo del Partito Democratico in Municipio V, sottoscritto dagli altri consiglieri del gruppo, avente ad oggetto il contrasto all’islamofobia e al razzismo antimusulmano, con richiami ai principi costituzionali di libertà religiosa, tutela delle minoranze, contrasto alle discriminazioni e promozione della convivenza.

Nel corso della manifestazione, come riportato dall’interrogazione e da contenuti video pubblicati online, sarebbe stata ripresa un’aggressione ai danni di Massimiliano Zossolo, fondatore della piattaforma social Welcome to Favelas, colpito con uno schiaffo da un manifestante mentre stava documentando la protesta. L’interrogazione chiede se l’aggressore sia stato identificato dalle Forze dell’Ordine o dalla Polizia Locale e se siano stati adottati provvedimenti.

Nel documento viene inoltre segnalata la presenza in aula di Maurizio Falessi, ex militante delle Unità Comuniste Combattenti e condannato per reati riconducibili alla lotta armata negli anni Settanta e Ottanta. L’atto ricorda le dichiarazioni dell’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che il 14 gennaio 2004 definì “una vittoria dello Stato democratico” l’arresto di due terroristi delle Unità Comuniste Combattenti, tra cui Falessi, aggiungendo: “Con l'arresto sono stati assicurati alla giustizia due terroristi che hanno contribuito ad insanguinare l'Italia negli anni di piombo”. In un’intervista del giorno successivo, Pisanu sottolineò come lo Stato non dimentichi “anche dopo 25 anni, le offese ricevute”.

Sulla base di tali elementi, l’interrogazione chiede al sindaco e all’assessore competente se il capogruppo del Pd in Municipio V e il presidente della Comunità Islamica di Roma fossero a conoscenza della partecipazione di Falessi alla seduta e se abbiano valutato la sua presenza come coerente con le finalità e i principi richiamati dalla mozione. Viene inoltre chiesto se l’Amministrazione ritenga opportuno esprimere una valutazione politica sulla presenza, durante una seduta dedicata al contrasto alla discriminazione e alla promozione della convivenza, di una persona con un passato legato alla lotta armata e alla violenza politica, già condannata per reati di terrorismo.

L’interrogazione sollecita infine chiarimenti sugli episodi di aggressione avvenuti all’interno di una sede istituzionale e sull’eventuale accertamento delle responsabilità, evidenziando la necessità di garantire che le sedi di Roma Capitale restino luoghi di confronto politico nel rispetto delle regole e della legalità. In questo contesto, viene richiamato il principio secondo cui le istituzioni democratiche fondano la propria azione sul rispetto dei diritti fondamentali e sul ripudio della violenza politica, anche quando si discute di temi sensibili come la libertà religiosa, la tutela delle minoranze e il contrasto a ogni forma di discriminazione.

La mozione esaminata durante la seduta, pur avendo come oggetto il contrasto all’islamofobia, non ha natura giuridica vincolante e non costituisce un provvedimento di legge. Si tratta di un atto di indirizzo politico municipale, ispirato a principi di libertà religiosa e tutela delle minoranze, che viene ora affiancato da una richiesta di chiarimenti amministrativi e politici sulla gestione della seduta e sulla presenza delle persone coinvolte.