Delfin ha deciso di aderire all’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps con l’intera partecipazione detenuta. Lo ha comunicato il gruppo guidato da Andrea Munari, spiegando che la scelta arriva dopo la revisione dei termini dell’offerta da parte di Intesa. La nuova proposta prevede un aumento della componente cash da 1 a 1,25 euro per azione Mps, mentre resta invariato il rapporto di concambio: 1,6 azioni Intesa ogni azione Mps.
Secondo Intesa, la revisione porta il valore dell’offerta a circa 10,341 euro per azione Mps, rispetto agli 8,970 euro del titolo il 5 giugno, prima che la banca ufficializzasse l’Opas. Il valore complessivo dell’operazione, in caso di adesione totalitaria, resterebbe intorno ai 31,4 miliardi di euro.
Il peso dell’assemblea del 29 ottobre
La decisione di Delfin arriva in un passaggio chiave. Il 29 ottobre l’assemblea ordinaria e straordinaria di Mps sarà chiamata a votare, tra le altre cose, le operazioni su Banco BPM e Banca Generali previste dal piano di Mps. Delfin si è impegnata ad aderire all’offerta e a partecipare all’assemblea, votando in coerenza con le condizioni previste.
La nuova offerta e l’adesione di Delfin
La revisione dell’offerta di Intesa Sanpaolo, che ha aumentato la componente in denaro mantenendo invariato il concambio, ha rappresentato un passaggio chiave nella decisione di Delfin di aderire all’Opas con l’intera partecipazione detenuta. La banca guidata da Andrea Munari ha scelto di accettare l’offerta rivista, rafforzando così il sostegno all’operazione complessiva.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, prima di questa adesione Delfin si trovava di fronte a un dilemma strategico: mantenere una partecipazione significativa in Mps o convertirla in una quota minore del capitale di Intesa Sanpaolo, accompagnata però da un’importante componente di liquidità. In caso di successo del piano di Mps su Banco BPM e Banca Generali, la partecipazione di Delfin si sarebbe ridotta a circa l’8,8% del nuovo gruppo.
Con l’adesione all’Opas, Delfin ha quindi scelto di sposare il progetto industriale di Intesa Sanpaolo, accettando la diluizione in cambio della liquidità prevista dall’offerta e della partecipazione nel nuovo assetto del gruppo. La decisione rafforza la posizione di Intesa Sanpaolo in vista delle prossime scadenze assembleari e rende più concreta la possibilità di portare a termine l’integrazione con Mps.
Verso il voto: Delfin e il ruolo del Tesoro
La scelta di Delfin pesa anche in vista del voto del 29 ottobre. Il 17,6% arriva così al tavolo dove si decideranno anche le operazioni del piano Mps su Banco BPM e Banca Generali. Intesa ha infatti legato l’efficacia dell’Opas anche all’esito di alcune votazioni di quella giornata.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che detiene il 64,2% del capitale ordinario di Mps, ha già fatto sapere che non parteciperà al voto. Banco BPM, che possiede circa il 3,5% del capitale, dovrebbe invece astenersi sulle questioni che riguardano il proprio interesse.
Con Delfin in campo, il quadro dell’assemblea del 29 ottobre cambia. L’Opas di Intesa su Mps entra così in una fase decisiva, con un nuovo equilibrio tra soci e un confronto aperto sul futuro del gruppo.