L’aggressione avvenuta il 13 ottobre alla scuola media Giovanni Verga di via Giovanni Gussone, a Roma, riapre il dibattito sulle misure di prevenzione della violenza nelle scuole e sull’opportunità di rafforzare i controlli negli istituti.

Secondo la ricostruzione dell’episodio, un ragazzo di 13 anni avrebbe prima spruzzato spray urticante sul volto della docente e successivamente l’avrebbe accoltellata. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale sanitario del 118. La donna è stata soccorsa e risulta sotto choc, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sono in corso accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica e le circostanze dell’aggressione.

Nel febbraio 2026, l’assessora alla Scuola di Roma Capitale, Claudia Pratelli, aveva espresso una posizione critica nei confronti dell’ipotesi di introdurre controlli diffusi negli istituti scolastici. In una dichiarazione pubblicata sul proprio profilo Facebook il 26 febbraio 2026, Pratelli aveva affermato:

«Vogliamo una scuola che non teme il mondo, che non si chiude con i metal detector, ma una scuola che si apre ai territori e alle comunità di insegnanti, studenti, genitori e dirigenti.»

La dichiarazione era inserita nel contesto della presentazione del progetto “Scuole aperte” all’Acquario Romano, iniziativa che coinvolge 160 istituti della Capitale con l’obiettivo di promuovere le scuole come presìdi civici e culturali aperti ai territori.

Le parole dell’assessora erano state pronunciate dopo la pubblicazione della direttiva congiunta del 28 gennaio 2026 firmata dai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il provvedimento prevedeva un rafforzamento delle attività di prevenzione e di raccordo tra prefetture, forze dell’ordine, uffici scolastici e istituzioni territoriali. La direttiva non introduceva metal detector in tutte le scuole, ma prevedeva la possibilità di effettuare controlli in situazioni di rischio specifiche.

In quel periodo, un sondaggio condotto dalla piattaforma Skuola.net su un campione di 500 studenti, pubblicato il 29 gennaio 2026, aveva rilevato che il 68% degli intervistati si dichiarava favorevole ai controlli, con il 28% molto favorevole e il 40% abbastanza favorevole. Il 16% era contrario. Il sondaggio rappresentava le opinioni degli studenti intervistati e non costituiva una rilevazione dell’intera popolazione studentesca italiana.

Alla luce dell’episodio avvenuto alla scuola Verga, il capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, Fabrizio Santori, ha richiamato la precedente posizione dell’assessora. In una nota, Santori ha dichiarato che «la posizione espressa all’epoca dall’assessora Pratelli appare oggi inevitabilmente destinata a essere riconsiderata».

«Chiediamo all’assessora se conferma quella posizione, e soprattutto quali strumenti concreti Roma Capitale intende mettere in campo sul fronte della prevenzione e della sicurezza», ha affermato Santori.

Il consigliere ha inoltre chiesto di verificare se esistessero segnalazioni precedenti riguardanti il tredicenne e se il minore fosse già conosciuto o seguito dai servizi. Il caso, ha aggiunto, solleva interrogativi sia sugli interventi educativi e sociali di prevenzione del disagio, sia sugli strumenti di sicurezza da adottare in situazioni di rischio.