La vicenda ha assunto contorni più pesanti con il passare delle ore. Due uomini sono stati fermati nella notte tra mercoledì e giovedì all’interno della base della RAF di Molesworth, nel Cambridgeshire, struttura utilizzata per attività di analisi e comando degli Stati Uniti e ospita anche un centro di intelligence della NATO. Secondo quanto ricostruito da la Repubblica, i due arrestati, cittadini lettoni di 36 e 32 anni residenti nel Regno Unito, erano inizialmente stati fermati per ingresso non autorizzato in un sito proibito e danneggiamento. Successivamente sono stati arrestati ai sensi della sezione quarta del National Security Act del 2023, che disciplina le interferenze ostili e sostituisce in parte le precedenti disposizioni sulla spionaggio.
La scoperta era partita da un veicolo abbandonato nelle vicinanze della base, segnalato intorno alle 22 di mercoledì. L’ispezione dell’area avrebbe portato all’individuazione di una piccola breccia nella recinzione, attraverso la quale i due uomini sarebbero penetrati all’interno del perimetro. L’arresto è avvenuto circa quattro ore più tardi, attorno alle due del mattino, dopo le ricerche condotte dalla polizia e dalla Cambridgeshire Constabulary.
RAF Molesworth non è una base qualsiasi. La struttura ospita attività di analisi e comando degli Stati Uniti e un centro di intelligence della NATO. Al suo interno è presente il Joint Intelligence Operations Center Europe Analytic Center, nodo della rete NATO per la raccolta e l’analisi di intelligence. Una violazione del perimetro assume quindi inevitabilmente un peso differente rispetto a episodi analoghi in installazioni militari ordinarie.
Le indagini sono ora nelle mani dell’antiterrorismo britannico. La polizia ha invitato alla cautela e sottolineato che il movente non è ancora stato chiarito. Al momento non sarebbero emersi collegamenti con altri episodi recenti. Resta dunque da capire se l’intrusione sia stata il risultato di un’iniziativa estemporanea o se dietro vi fosse un obiettivo più preciso. Anche il governo britannico ha mantenuto finora un profilo prudente, senza attribuire pubblicamente responsabilità o orientare l’interpretazione del caso in una direzione definita.
Il contesto, però, pesa. Negli ultimi anni diversi Paesi europei hanno segnalato un aumento delle attività sospette attorno a installazioni militari e infrastrutture sensibili. Accessi non autorizzati, osservazioni prolungate, droni in prossimità di siti strategici e attività di ricognizione ritenute anomale hanno portato più di un governo a rafforzare vigilanza e protocolli di sicurezza.
In particolare dopo l’invasione russa dell’Ucraina, le autorità di diversi Paesi hanno evidenziato come anche episodi apparentemente isolati possano rientrare in attività di ricognizione o mappatura di installazioni strategiche. Ogni lettura più ampia resta prematura, ma è inevitabile che un’intrusione in una base collegata alla NATO e all’intelligence americana venga osservata con attenzione anche in questa prospettiva.
Attorno alle infrastrutture militari e di intelligence europee il margine per considerare certe anomalie come semplici incidenti si è progressivamente ristretto. È questo, più ancora della dinamica specifica, a rendere il caso di Molesworth qualcosa che difficilmente verrà archiviato come una semplice infrazione.