Un nuovo capitolo si apre nell'indagine sulla misteriosa morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, avvenuta a dicembre 2025 a seguito di un avvelenamento da ricina. La Procura di Larino ha disposto una nuova perquisizione dello studio di Gianni Di Vita, commercialista ed ex sindaco di Pietracatella nonché marito e padre delle due vittime. Al momento non risultano persone indagate, ma l'ipotesi di reato è duplice omicidio.

La nuova acquisizione di materiale informatico

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il 28 settembre 2026 la squadra mobile di Campobasso e il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato hanno prelevato ulteriore materiale informatico dallo studio del professionista. In particolare, gli investigatori hanno proceduto alla copia forense di un computer e all'analisi di altri dispositivi elettronici.

Già il 31 luglio erano stati sequestrati un computer Lenovo e dieci pen drive, con convalida del sequestro avvenuta il 3 agosto. Le operazioni di copia forense e analisi dei dati contenuti nei dispositivi sono state avviate proprio il 28 settembre.

Le indagini e le prossime mosse

Gli inquirenti attendono anche le relazioni ufficiali degli esperti tedeschi del Robert Koch Institute di Berlino, chiamati ad analizzare la presenza di ricina negli alimenti consumati dalla famiglia e nei campioni di sangue delle vittime. Le analisi riguardano possibili anomalie nei 70 alimenti sequestrati e persino eventuali tracce di ricina su vestiti e mobili.

Il Corriere della Sera si chiede se si sia vicini a una svolta, parlando di ipotesi di una "mente diabolica dietro il giallo ricina". Le indagini stanno cercando di chiarire eventuali moventi legati a relazioni familiari o economiche, anche alla luce di testimonianze ritenute discordanti.

Il contesto giudiziario

La Procura ha 60 giorni per esaminare il materiale informatico acquisito, mentre proseguono le audizioni delle persone informate sui fatti. Di Vita ha sempre sostenuto di essersi sentito male insieme alla moglie e alla figlia dopo aver consumato alcuni alimenti.

Fonti