Un errore logistico ha portato la Cina in possesso del tettuccio della cabina di pilotaggio e del portello della stiva armi di un F-35, l’aereo militare statunitense che è il pilastro operativo della Nato. A raccontare i dettagli è stato Bloomberg, che ha ricostruito la storia di un invio di componenti dalla base di Williamtown, in Australia, verso gli Stati Uniti, con un volo che ha fatto scalo in Corea del Sud e a Taiwan, per poi atterrare a Hong Kong e ripartire per San Francisco.

La spedizione era coperta dall’International Traffic in Arms Regulations (ITAR), una normativa che vieta il transito di armi e componenti militari in alcuni Paesi considerati a rischio. Secondo Bloomberg, il freight forwarder DSV aveva avvisato per iscritto che il carico non poteva passare per quei Paesi, citando i vincoli ITAR. L’agente UPS avrebbe però dichiarato di non aver letto la mail, che era stata inviata sabato sera, e il volo è partito comunque.

Una volta atterrati a Hong Kong, i componenti sono stati presi in possesso dalle autorità cinesi e non sono più tornati indietro. Lockheed Martin e il Pentagono hanno minimizzato il valore dei pezzi per l’intelligence straniera, ma secondo Bloomberg il rivestimento radar-assorbente del tettuccio potrebbe essere studiato dai tecnici cinesi per migliorare i propri aerei e, soprattutto, per individuare più facilmente l’F-35.

Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato di non sapere di quali parti si stesse parlando. Negli Stati Uniti sono state avviate indagini e il Congresso ha chiesto una revisione della catena di approvvigionamento del programma F-35, che coinvolge una rete di Paesi partner, tra cui l’Italia, per costruzione e manutenzione.

Non è la prima volta che succede qualcosa del genere. Nel 2008 il Pentagono ammise che nel 2006 erano state spedite per errore a Taiwan quattro ogive per missili balistici invece delle batterie per elicotteri che erano state ordinate.

Fonti