Due detenuti hanno tentato di evadere nella mattinata del 30 settembre 2026 dal carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia. Uno dei due è riuscito a scavalcare il muro di cinta ed è stato successivamente arrestato a Mestre dalla Polizia Ferroviaria, mentre il secondo è stato catturato immediatamente prima che riuscisse a lasciare la struttura.

Secondo quanto riportato da AGI, i due uomini hanno raggiunto il cortile del carcere e uno di loro ha scavalcato il muro di cinta. Il secondo detenuto non è riuscito a oltrepassare il muro ed è stato fermato prima che potesse evadere. L'allerta è scattata intorno alle 11:45.

Il detenuto riuscito a lasciare il carcere è un uomo kosovaro di 37 anni. Dopo essere riuscito a scavalcare il muro, ha raggiunto la stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia e si è diretto verso un treno Frecciarossa che sarebbe partito alle 12:10. Il suo tentativo di fuga è stato interrotto dall'intervento della Polizia Ferroviaria di Mestre, che lo ha fermato e arrestato.

L'episodio ha suscitato la reazione del sindacato Sappe di polizia penitenziaria, che ha richiamato l'attenzione sulle condizioni del sistema penitenziario e sui rischi legati alla ripetizione di episodi simili. Donato Capece, segretario generale Sappe, ha dichiarato: "Quello che è accaduto a Santa Maria Maggiore è l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione che, nelle carceri del Veneto, è ormai arrivata a un livello di criticità che non può più essere ignorato".

Secondo quanto riportato sempre da AGI, il sindacato ha ricordato che nello stesso istituto si era verificata un'altra evasione il 17 settembre 2026, quando un detenuto romeno era riuscito a lasciare il carcere e a raggiungere la stazione ferroviaria di Venezia Mestre. In quel caso, l'uomo era stato individuato dagli agenti della Polizia Ferroviaria e arrestato a bordo di un treno regionale diretto verso Cavarzere, nel Veneziano.

Giovanni Vona, segretario Sappe per il Triveneto, ha evidenziato la ripetizione delle modalità di evasione: "È particolarmente grave che si torni a parlare di un’evasione avvenuta con modalità che ricordano episodi già verificatisi nello stesso istituto".

Il sindacato ha chiesto all'amministrazione penitenziaria di intervenire per migliorare le condizioni di sicurezza e organizzazione del sistema penitenziario, sottolineando che la ripetizione di episodi analoghi richiede una verifica delle criticità strutturali e organizzative per prevenire futuri casi analoghi.

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