Il caso Garlasco torna al centro dell'attenzione con una nuova inchiesta della Procura di Pavia sulle indagini condotte nel 2007. Al centro degli accertamenti ci sono alcuni aspetti delle analisi scientifiche eseguite all'epoca, in particolare quelle sul profilo genetico trovato sui pedali della bici di Alberto Stasi.

Una delle circostanze esaminate riguarda la finestra temporale in cui, il 19 settembre 2007, il laboratorio del Ris avrebbe analizzato il Dna estratto dai pedali. Secondo gli accertamenti attuali, durante il periodo compreso tra le 15.34 e le 18.37 sarebbe stato ottenuto un profilo genetico parziale, non attribuibile. Successivamente, intorno alle 18.37, sarebbe invece emerso il match con il Dna di Chiara Poggi.

La questione è stata oggetto di approfondimento anche durante l'interrogatorio del pm Stefano Civardi, titolare dell'inchiesta. "È la stessa data - ha spiegato, secondo quanto riportato dalle indagini - abbiamo cercato di capire come fosse possibile". Civardi ha aggiunto che il dato, confrontato con altri elementi emersi in questa fase, ha posto interrogativi sulle dinamiche operative e sui risultati ottenuti in quella sequenza temporale.


Nel verbale viene riportata anche un'ipotesi emersa nel corso dell'inchiesta. Gli inquirenti starebbero valutando se possa essersi verificato uno scambio di provette con il Dna del cucchiaino della colazione di Chiara, elemento che avrebbe potuto influire sull'esito delle analisi. Si tratta, al momento, di un'ipotesi investigativa che dovrà essere verificata.

Nel fascicolo della nuova indagine sono confluiti anche gli interrogatori dell'ex comandante del Ris Luciano Garofano e del capitano Francesco Marino, all'epoca responsabile del laboratorio di biologia del reparto scientifico dei carabinieri. Entrambi sono stati sentiti come persone informate sui fatti.

Durante il suo interrogatorio, Marino avrebbe riferito di non essere stato autorizzato a partecipare ai sopralluoghi nell'abitazione di Chiara Poggi. La circostanza, secondo quanto dichiarato dal capitano, avrebbe limitato la possibilità di svolgere direttamente alcune attività di verifica sui reperti.

Marino avrebbe inoltre sostenuto che, alla luce di quanto emerso successivamente, il caso "necessitava di essere approfondito", anche perché "non c'era un riscontro oggettivo".


Nel corso delle audizioni sono stati acquisiti documenti e relazioni tecniche. Gli inquirenti stanno ricostruendo le modalità con cui furono effettuati gli accertamenti nel 2007 e le procedure seguite durante le analisi genetiche.

Secondo quanto emerso dai verbali, esisterebbero comunicazioni interne nelle quali Marino avrebbe evidenziato la necessità di approfondire determinate risultanze investigative. L'ufficiale avrebbe riferito agli inquirenti che, anche nei confronti della procura, furono sollevate osservazioni sull'esigenza di ulteriori verifiche.

L'inchiesta della procura pavese si concentra ora sulle attività svolte dai Ris e sulle verifiche effettuate sui reperti analizzati. Tra gli elementi al vaglio ci sono anche le modalità con cui furono gestiti i campioni biologici e le procedure di attribuzione dei profili genetici.

Nel fascicolo sarebbero inoltre presenti le note della pm Rosa Muscio, nelle quali si farebbe riferimento alla partecipazione ai sopralluoghi presso l'abitazione della vittima. Marino avrebbe ribadito agli inquirenti di non aver preso parte direttamente a quelle attività.


Durante l'interrogatorio, il capitano avrebbe spiegato agli investigatori che esiste un documento, risalente ai giorni successivi al delitto, nel quale avrebbe espresso perplessità e richiesto ulteriori accertamenti. "C'è un documento - avrebbe detto - che se non sbaglio è la prima comunicazione che facciamo alla dottoressa Muscio, ma ce ne sono altre due dopo".

L'attenzione dell'inchiesta è focalizzata anche sul coordinamento tra le diverse figure coinvolte nelle indagini. Gli investigatori stanno acquisendo materiale utile a ricostruire la catena decisionale e le comunicazioni tra gli uffici che lavorarono al caso.

Parallelamente, gli inquirenti stanno verificando se vi siano state omissioni o criticità nelle attività del Ris. Gli accertamenti proseguono per chiarire il quadro emerso negli ultimi mesi e confrontare gli elementi raccolti con le risultanze investigative del 2007.


Nel frattempo, gli investigatori hanno proceduto all'interrogatorio di Garofano, sentito come persona informata sui fatti. Durante l'audizione, sono state affrontate anche le dinamiche interne al reparto e le responsabilità nella gestione delle analisi.

Garofano avrebbe ricostruito agli inquirenti il contesto operativo dell'epoca e le relazioni con gli ufficiali coinvolti nelle indagini. Le sue dichiarazioni fanno parte del materiale raccolto dalla Procura per ricostruire integralmente la vicenda.

La nuova indagine punta a verificare se tutte le attività svolte nel 2007 siano state condotte secondo le procedure previste e se eventuali anomalie possano aver inciso sulle conclusioni raggiunte all'epoca.

Il caso Garlasco continua così a produrre nuovi sviluppi giudiziari. A distanza di anni dal delitto di Chiara Poggi, gli investigatori stanno riesaminando documenti, campioni biologici e testimonianze per fare luce su uno dei passaggi più delicati dell'inchiesta: le analisi scientifiche effettuate sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.

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