Il governo ha approvato il 20 ottobre 2026 il decreto sicurezza, nato dopo l’escalation di violenze a Milano. La versione definitiva segna una svolta: i militari potranno rafforzare i controlli sul territorio, ma senza diventare polizia. Niente poteri di polizia giudiziaria, come arrestare in flagranza di reato: la linea è tornata quella della collaborazione con le forze dell’ordine.

A pesare è stato il Quirinale. Sergio Mattarella ha voluto mantenere chiara la distinzione tra le funzioni delle forze civili e quelle delle Forze armate. Il confronto decisivo è avvenuto dopo un incontro di due ore al Colle con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio.

Il decreto, però, resta duro: fermo preventivo per i minorenni e nuove responsabilità per chi partecipa a violenze. La violenza, ha detto il presidente, è “inaccettabile”, ma non può essere l’unica risposta: ci sono “soggetti inediti” e serve “un’analisi intelligente e approfondita”.

La scelta di Mattarella non è solo tecnica. È un messaggio politico. Davanti a una violenza giovanile che il presidente ha definito “inaccettabile”, ma anche “inedita”, il governo di Giorgia Meloni ha scelto la linea dura: nuovi strumenti preventivi, pene più severe e responsabilità economiche per le famiglie. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha avvertito che non può essere solo un problema di repressione, richiamando l’attenzione sulle cause del disagio.

La bozza iniziale prevedeva il potenziamento dell’operazione Strade sicure con 500 militari a Milano per tre mesi. I soldati avrebbero dovuto poter esercitare anche funzioni di polizia giudiziaria, quindi arrestare in flagranza di reato. Una proposta che ha sollevato riserve anche dentro l’esecutivo: il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sostenuto la necessità di strumenti adeguati per i militari, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i vertici della Polizia hanno espresso riserve.

Alla fine, il decreto contiene anche nuove misure preventive: un capitolo dedicato ai minorenni, uno sulle violenze durante le manifestazioni. Il fermo preventivo potrà riguardare chi turba la sicurezza in luoghi affollati. Ma la scelta di tenere i militari fuori dalla polizia giudiziaria segna la linea di confine: l’ordine pubblico resta una funzione civile.

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