La Corte d’Appello civile di Milano ha annullato la condanna inflitta in primo grado a Ilaria Salis, parlamentare europea di Avs, che era stata chiamata a risarcire 300mila euro a due suoi ex collaboratori. Il motivo della decisione è formale: secondo i giudici, la deputata “non ricevette mai la notifica del procedimento”, dunque non poté difendersi. La Corte ha dichiarato la nullità della sentenza di primo grado per difetto di contraddittorio. Lo riporta l'Ansa.

La sentenza di primo grado, emessa nel marzo 2023, accoglieva il ricorso dei due ex collaboratori, Valentina Dadda e François Gelmetti, che avevano intentato causa per licenziamento ingiustificato. Secondo la nuova decisione della Corte d’Appello, il tentativo di notifica era andato a vuoto perché l’ufficiale giudiziario si era recato una sola volta all’indirizzo noto della deputata, che trascorre gran parte del tempo all’estero, senza riuscire a consegnarle l’atto.

La Corte ha stabilito che i due ex collaboratori avranno sei mesi di tempo per decidere se presentare un nuovo ricorso. La causa è stata rimessa al Tribunale per un nuovo esame nel merito.

Salis ha commentato su X: “Sentenza annullata. Riconosciute le mie ragioni” allegando una foto della sentenza.

Il collegio di Corte d'Appello presieduto da Silvia Marina Ravazzoni ha accolto la richiesta presentata dai legali di Salis, gli avvocati Federico Manfredi e Chiara Romeo, che avevano sollevato la questione di nullità in merito alla mancata notifica all'indirizzo dell'europarlamentare. Dadda e Gelmetti sono assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto.

La difesa di Salis ha sottolineato che la condanna avrebbe avuto un impatto devastante sulla sua situazione economica, tanto da impedire il sostentamento della sua famiglia e il pagamento delle spese legali. La sentenza di annullamento è stata comunicata alle parti coinvolte.

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