Secondo fonti del Wall Street Journal, l'Iran ha proposto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, come parte di un piano che è stato comunicato agli Stati Uniti tramite il Qatar. Il piano si basa su un memorandum d'intesa (MOU) firmato a giugno e mira a ridurre le tensioni nella regione del Golfo Persico.
I dettagli del piano
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran è pronto a riaprire completamente lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, una volta che gli Stati Uniti accetteranno un cessate il fuoco basato sul MOU di giugno. Araghchi ha sottolineato che la decisione ora spetta agli Stati Uniti. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha aggiunto che il processo di cessate il fuoco inizierà dal giorno dell'accettazione, con il ripristino almeno parziale del passaggio nello stretto, seguito da un'apertura graduale e, infine, da un cessate il fuoco generale.
Le condizioni del MOU di giugno
Il MOU di giugno, firmato presso la sede dell'ONU a New York, prevede un cessate il fuoco tra Stati Uniti, Iran e Israele, con la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz. L'accordo include anche l'impegno dell'Iran a non sviluppare armi nucleari, con la possibilità di continuare il programma civile sotto la supervisione dell'AIEA. In cambio, gli Stati Uniti e Israele si impegnano a non attaccare direttamente l'Iran.
Le reazioni
Un alto funzionario statunitense ha indicato che l'amministrazione Trump potrebbe non accettare immediatamente l'accordo, affermando che gli Stati Uniti si trovano in una posizione molto forte con il controllo dello Stretto di Hormuz e che non c'è fretta di concludere un'intesa. La proposta arriva in un momento critico, con la pressione su Trump per trovare una soluzione al conflitto in vista delle elezioni congressuali di novembre.
Contesto del conflitto
Il conflitto tra Iran e Stati Uniti è scoppiato il 28 febbraio, quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi aerei contro l'Iran, che ha risposto con attacchi contro Israele e basi statunitensi nel Golfo. Prima della guerra, circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiali passava attraverso lo Stretto di Hormuz. La chiusura dello stretto ha causato fluttuazioni nei prezzi dell'energia, con effetti variabili sui mercati globali, come riportato dalla BBC e da Al Jazeera.