È previsto per oggi, 24 ottobre 2026, il rimpatrio delle cinque cittadine italiane fermate due giorni fa dalle forze di sicurezza israeliane in Cisgiordania, dove si trovavano come attiviste e volontarie internazionali. La notizia è stata confermata dal Ministero degli Esteri italiano, che ha seguito l'evolversi della vicenda attraverso l'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv.
Le cinque donne, tra cui operatrici di organizzazioni non governative e attiviste per i diritti umani, erano impegnate a sud di Hebron, nel villaggio di al-Bweib, insieme a contadini palestinesi durante le fasi della raccolta delle olive. Secondo quanto riferito dalle Ong per cui prestavano servizio, la loro presenza rientrava nelle attività di "protezione attiva", una pratica consolidata che coinvolge volontari internazionali nel supporto agli agricoltori palestinesi durante un periodo tradizionalmente caratterizzato da forti tensioni e, in alcuni casi, da aggressioni da parte dei coloni.
Le cinque cittadine erano state fermate il 22 ottobre e trasferite alla stazione di polizia dell'insediamento di Kiryat Arba, vicino a Hebron, dove sono state trattenute per diverse ore. La Farnesina aveva immediatamente chiesto chiarimenti urgenti alle autorità israeliane, sollecitando il rilascio immediato delle connazionali. Secondo le informazioni diffuse, le cinque donne sono apparse in buone condizioni fisiche, hanno avuto la possibilità di utilizzare i propri telefoni cellulari e sono rimaste in contatto con i propri legali. I funzionari dell'ambasciata italiana hanno seguito da vicino la loro situazione.
Negli ultimi giorni si è registrato un aumento dei fermi e delle espulsioni di volontari delle Ong da parte delle autorità israeliane, che accusano alcuni attivisti internazionali di provocazioni. Il 21 ottobre l'IDF ha fermato circa 90 volontari e attivisti, tra cui un candidato democratico al Congresso degli Stati Uniti, secondo quanto riportato dalle Ong coinvolte. Anche altri due italiani, Manuel e Alberto Tartarotti, sono stati fermati e successivamente espulsi dal Paese, con un divieto di rientro in Israele per i prossimi dieci anni.