Un acero di dieci metri piantato nel giardino del Residence Boldona di Dervio, sul lago di Como, dovrà essere abbattuto dopo una sentenza del Tribunale di Lecco che ha riconosciuto il diritto al paesaggio di una condomina proprietaria di un appartamento al primo piano. La vicenda, raccontata dal Corriere della Sera, ha acceso un acceso dibattito tra i residenti della struttura, che in gran parte si oppongono alla decisione del giudice.

La pianta, identificata come Acero 156, è cresciuta negli anni fino a raggiungere un'altezza di dieci metri e, secondo quanto sostenuto dall'inquilina, ostruirebbe la vista della sua abitazione e toglierebbe luce agli ambienti interni. La donna, 71 anni, residente a Milano e frequentatrice della casa di Dervio soprattutto nei fine settimana e nei mesi estivi, si era rivolta al condominio chiedendo inizialmente una potatura. La richiesta è stata successivamente trasformata in una domanda di abbattimento.

Il tribunale ha accolto la sua posizione e ha ordinato l'eliminazione della pianta, stabilendo anche che le spese legali, superiori ai 5 mila euro, siano a carico del condominio. La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti tra i residenti: 72 di loro si sono detti contrari all'abbattimento, firmando una lettera di protesta e accusando la gestione condominiale di non aver adeguatamente rappresentato le loro posizioni in sede giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito, il condominio non si è costituito in giudizio perché non avrebbe ricevuto comunicazione del procedimento legale. La proprietà sostiene di aver agito correttamente, mentre gli altri condomini contestano la scelta di non aver incaricato un legale per difendere il valore ambientale e paesaggistico dell'albero.

L'acero era stato piantato a metà degli anni Duemila, anche se alcuni condomini ritengono che possa avere oltre novant'anni. Nel corso degli anni la sua crescita è stata favorita dalle condizioni del terreno e dagli interventi di cura del verde condominiale. Un agronomo incaricato dal condominio ha ritenuto impraticabile una potatura sufficiente a ridurre l'impatto sull'appartamento, suggerendo invece l'abbattimento e la sostituzione con un'altra specie.

La vicenda è arrivata in tribunale dopo il fallimento di un tentativo di mediazione. Il giudice Marta Paganini, della prima sezione civile del Tribunale di Lecco, ha ritenuto che l'albero costituisse un uso improprio della cosa comune, richiamando l'articolo 1102 del Codice civile sul corretto utilizzo delle parti condivise. La decisione ha quindi dato prevalenza al diritto alla vista e alla luminosità dell'abitazione rispetto alla tutela della pianta.

Secondo la sentenza, l'acero dovrà essere abbattuto entro il 9 ottobre. L'intervento era previsto per la mattina del 9 ottobre 2026, ma è stato rinviato a causa del maltempo che ha reso impraticabile il terreno. Un nuovo tentativo è stato fissato per il giorno successivo.

Tra i punti contestati dai condomini c'è anche la responsabilità della crescita incontrollata della pianta. In una lettera del 2018, l'amministratore di allora aveva assicurato controlli periodici per evitare situazioni simili in futuro. Tuttavia, secondo quanto emerso, le verifiche promesse non sarebbero mai state effettuate.

Le avvocate della proprietaria, Marina Spiller e Chiara Vitali, hanno difeso il diritto della loro assistita a godere pienamente della propria abitazione, sostenendo che la crescita della pianta aveva progressivamente compromesso la vista sul lago e la luminosità degli spazi interni. La sentenza ha dato loro ragione, pur lasciando aperto uno scontro che, almeno dal punto di vista dei condomini, non è ancora considerato definitivamente chiuso.

Fonti