La destra ha una nuova arma di propaganda: l’intelligenza artificiale. E la usa senza vergogna per riempire i social di video, foto e immagini che esaltano i leader, ridicolizzano gli avversari e alimentano il consenso. Non è una tendenza solo italiana: negli Stati Uniti, in Germania e altrove i partiti di destra hanno capito che i contenuti generati dall’AI sono economici, facili da produrre e incredibilmente efficaci. Certo, spesso sono di una bruttezza inaudita, ma è proprio questa la chiave del loro successo. Il giornalista britannico Gareth Watkins ha descritto questo fenomeno definendo la cultura visiva della destra internazionale come composta quasi interamente di "slop", cioè di roba dozzinale e scadente.
Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha basato la sua ultima campagna quasi esclusivamente su contenuti generati dall’AI. Lo stesso ha fatto l’esponente della Lega Silvia Sardone, che ha annunciato la sua candidatura a sindaca di Milano con un video realizzato interamente dall’intelligenza artificiale. La sinistra, invece, ha usato raramente l’AI e quando l’ha fatto ha provocato polemiche: a marzo il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli ha pubblicato un’immagine di Giorgia Meloni generata dall’AI; a giugno il deputato del Movimento 5 Stelle Marco Pellegrini ha condiviso un finto selfie di Meloni e Trump. Entrambi hanno ricevuto critiche e obiezioni, anche per questioni legate ai diritti dei lavoratori e all’impatto ambientale dei data center.
La destra italiana, al contrario, ha abbracciato questa strategia senza remore, diventando uno dei casi più massicci di utilizzo di "slopaganda" al mondo.
La destra italiana ha trasformato l’AI nella sua arma di propaganda