La legge elettorale è ormai al passaggio finale: lunedì 5 ottobre 2026, la Camera voterà sul testo definitivo. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che se il disegno di legge non dovesse essere approvato, considererebbe conclusa la sua esperienza di governo. Questa dichiarazione evidenzia l'importanza politica del provvedimento.

Il dibattito sulla modifica della legge elettorale

Le discussioni sulla modifica della legge elettorale sono iniziate nell'estate del 2025. Inizialmente, il progetto non era una priorità per il governo, che era concentrato sulla riforma costituzionale per l'elezione diretta del presidente del Consiglio. Tuttavia, il progetto ha acquisito importanza per due motivi principali: in primo luogo, perché Meloni ha cercato un'alternativa alla riforma costituzionale, che era stata accantonata; in secondo luogo, perché l'attuale legge elettorale (il Rosatellum) non garantirebbe la sua riconferma nel 2027, considerando i sondaggi favorevoli alla coalizione di centrosinistra. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, e Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, sono stati tra i principali sostenitori della legge.

Il percorso travagliato della legge

Le discussioni sono state inconcludenti per almeno otto mesi, con Fratelli d’Italia che ha fatto pressioni sugli alleati Lega e Forza Italia, che hanno posto obiezioni e ritardi. A febbraio 2026, la maggioranza ha depositato un testo alla Camera, risultato di lunghe trattative. Tuttavia, il testo è stato rimaneggiato più volte per soddisfare le richieste dei partiti e correggere potenziali problematiche legali. A metà luglio 2026, la maggioranza si è presentata divisa alla discussione finale, con attriti sulla modifica delle preferenze per il voto diretto ai candidati.

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