Il disegno di legge sull’antisemitismo, approvato al Senato nel marzo 2026, ha generato tensioni all’interno del Partito Democratico (PD). La segretaria Elly Schlein ha annunciato il 22 settembre 2026 che, se non verrà modificato, il partito voterà contro il provvedimento, esprimendo perplessità sulla definizione di antisemitismo adottata nel testo.

La genesi del disegno di legge

Il disegno di legge, promosso da Massimiliano Romeo (capogruppo della Lega al Senato), include proposte di altri partiti: Maurizio Gasparri (Forza Italia), Ivan Scalfarotto (Italia Viva) e Graziano Delrio (PD). Il testo non introduce nuove norme o divieti, ma definisce meglio le condotte già adottate dal governo italiano dal 2020.

Le proposte iniziali al Senato erano divisive. Gasparri proponeva sanzioni penali per atti discriminatori contro gli ebrei, mentre Scalfarotto voleva dare facoltà alle prefetture di impedire eventi pubblici con indizi di antisemitismo. Entrambe le proposte sono state ritirate per favorire una convergenza trasversale.

La definizione di antisemitismo

Le polemiche sulla definizione di antisemitismo sono emerse dal dicembre 2025. Il ddl si basa sulla definizione dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) del 2016, adottata da 35 paesi membri, tra cui l’Italia. L’IHRA è un’organizzazione intergovernativa fondata nel 1998, composta da 35 Stati membri, tra cui l’Italia. La riunione plenaria che ha concordato sulla definizione si è svolta a Bucarest, Romania.

La definizione di antisemitismo secondo l’IHRA è: "una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti". Le critiche alla definizione si concentrano sulla sua estensività e sul rischio di limitare la libertà di critica verso il governo e le istituzioni israeliane.

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