La Lega ha presentato oggi, in una conferenza stampa al 31° piano di Palazzo Pirelli, una nuova proposta di legge regionale che punta a rafforzare i controlli sui luoghi di culto e a contrastare l’utilizzo irregolare di immobili come sedi di preghiera, con l’obiettivo dichiarato di garantire maggiore trasparenza sui finanziamenti e di fornire ai Comuni strumenti più efficaci per far rispettare le regole.

Alla conferenza stampa erano presenti il ministro Matteo Salvini, l’europarlamentare Silvia Sardone, vice segretaria della Lega, e il consigliere regionale Mauro Piazza, che ha illustrato i contenuti del provvedimento.

Secondo quanto spiegato da Piazza, la proposta si fonda su cinque punti ritenuti fondamentali: il divieto di nuove moschee in assenza di un’intesa con lo Stato italiano, il contrasto all’utilizzo abusivo di capannoni o sedi associative trasformati di fatto in luoghi di preghiera, maggiori poteri ai Comuni per intervenire in caso di utilizzi irregolari degli immobili, verifiche sulla compatibilità degli insediamenti con la viabilità e la vivibilità dei quartieri, e una maggiore trasparenza sui finanziamenti che sostengono le attività dei centri culturali e dei luoghi di culto.

“Vogliamo impedire che un luogo di culto venga presentato come ‘centro culturale’ per aggirare le norme urbanistiche”, ha dichiarato Piazza, sottolineando che la proposta mira a tutelare sia la libertà religiosa sia il rispetto delle regole urbanistiche e della sicurezza.

Durante l’incontro è stato fatto riferimento anche alla provincia di Lecco, dove, secondo Piazza, negli ultimi anni il tema dell’utilizzo degli immobili per attività di culto ha fatto discutere in diversi territori, tra cui Costa Masnaga, Oggiono e Lecco.

“La sicurezza e la tranquillità dei residenti devono essere una priorità”, ha aggiunto il consigliere regionale. “Questo progetto di legge rappresenta un ulteriore passo nella battaglia che portiamo avanti in Regione Lombardia contro l’abusivismo nei luoghi di culto”.

Nel corso della conferenza è intervenuta anche Silvia Sardone, che ha ampliato il discorso al contesto milanese. “Solo a Milano ormai sono più di 20 le moschee abusive”, ha affermato, annunciando che il contrasto a queste situazioni sarà una priorità della sua azione amministrativa qualora diventasse sindaco.

Nel suo intervento Sardone ha anche criticato la sinistra, accusata di essere “ormai succube delle associazioni islamiche”, e ha sottolineato la necessità di applicare alle comunità islamiche le stesse regole previste per qualsiasi attività commerciale o luogo aperto al pubblico.

“Noi non svendiamo la nostra civiltà, non svendiamo, lo dico da donna, le nostre libertà in cambio di una manciata di voti”, ha concluso l’europarlamentare.

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