Il 10 ottobre 2026, OffPol ha pubblicato un’intervista a Lorenzo Castellani, politologo e docente alla Luiss, autore del libro “Riserva di carica” (Liberilibri). Nell’analisi, Castellani offre una visione articolata sulla nuova legge elettorale italiana e sulle strategie politiche della premier Giorgia Meloni.
Secondo Castellani, la legge elettorale non è il prodotto di una strategia di lungo periodo, ma di un’impasse istituzionale che ha costretto la classe politica a trovare un compromesso. Tuttavia, l’autore ritiene che il risultato sia positivo, poiché il nuovo sistema di voto è flessibile e può garantire una maggioranza stabile se uno dei due poli raggiunge il 42% dei voti.
Castellani difende inoltre la legge dalle critiche sulla parità di genere e sulla presunta predisposizione a favorire il centrosinistra. Secondo il politologo, il sistema è neutrale e premia la coalizione che si presenta più compatta, senza favorire una parte politica in maniera strutturale.
Nel lungo periodo, Castellani ritiene che la legge elettorale possa mettere in discussione la necessità di riforme strutturali, come il presidenzialismo o il premierato forte, già affossati durante questa legislatura. Tuttavia, sottolinea che l’assetto istituzionale italiano resta ancora fragile, con un equilibrio tra governo e Parlamento che potrebbe creare tensioni future.
Per quanto riguarda la premier Giorgia Meloni, Castellani evidenzia come la legge elettorale confermi la sua capacità di leadership. Dopo quattro anni di governo, la premier conserva una forte presa politica e ha margini di manovra per valutare diverse opzioni: rilanciare il centrodestra unito, creare una lista personale o allearsi con forze moderate.
Il ritorno della ragion di Stato è un tema centrale nell’analisi di Castellani. Secondo il politologo, la pandemia, la crisi energetica e la guerra in Ucraina hanno riportato al centro dell’attenzione la necessità di decisioni politiche rapide e meno vincolate da procedure democratiche complesse.
Castellani avverte che questa tendenza potrebbe diventare strutturale, con rischi per lo Stato di diritto. Tuttavia, sottolinea che la democrazia italiana non è debole e che la paura di un ritorno dell’autoritarismo è esagerata.
L’analisi si conclude con una riflessione sull’emergenza economica e sull’instabilità internazionale. Castellani ritiene che la politica non debba necessariamente diventare tecnica, ma che sia fondamentale che i politici comprendano la natura tecnica dei problemi per prendere decisioni informate.
La nuova legge elettorale, secondo Castellani, rappresenta una fase di transizione che riapre il dibattito sulle alleanze politiche e sulle convenienze dei leader. Il politologo mette in guardia contro la tentazione di affidare decisioni politiche a tecnici o esperti, sottolineando che la politica deve mantenere la sua centralità nelle decisioni pubbliche.
Non resta che chiedersi quale sarà il ruolo, in questo sistema, di Roberto Vannacci.