Ericsson ha deciso di ritirare la procedura di licenziamento collettivo avviata nelle scorse settimane nell'ambito del piano di riorganizzazione aziendale, che prevedeva l'uscita di 131 lavoratori della sede di Genova. La decisione è maturata dopo una telefonata tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e l'amministratore delegato della società, Andrea Missori, avvenuta nella mattinata del 5 ottobre.

Secondo quanto riferito da fonti di Palazzo Chigi, Meloni ha sottolineato all'ad di Ericsson l'importanza di un confronto responsabile sulle prospettive industriali e occupazionali del gruppo in Italia, invitando l'azienda a individuare soluzioni alternative ai licenziamenti e a proseguire il dialogo con le parti sociali e le istituzioni.

Nel corso della giornata è arrivata la conferma del passo indietro. "A seguito delle interlocuzioni avviate personalmente dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i vertici di Ericsson, la società ha deciso di ritirare la procedura di licenziamento collettivo", hanno riferito le fonti governative. Lo stop riguarda l'intero processo avviato nelle scorse settimane e consente di riaprire il confronto sul futuro della sede genovese.

Il caso Ericsson aveva acceso il dibattito politico e sindacale: la multinazionale svedese aveva annunciato una riorganizzazione che prevedeva la cessazione di alcune attività e la conseguente uscita di 131 lavoratori della sede di Genova. Una decisione che aveva suscitato forte preoccupazione per le ricadute occupazionali e per le prospettive del presidio tecnologico e di ricerca presente sul territorio.

Il Governo aveva seguito fin dall'inizio la vertenza attraverso il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che aveva già incontrato i vertici dell'azienda e le rappresentanze sindacali. Dopo il confronto tra Meloni e Missori, il ministro ha espresso soddisfazione per il ritiro dei licenziamenti.

"Siamo lieti che l'azienda abbia accolto la richiesta del presidente del Consiglio. Il Governo continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della vicenda e a lavorare per tutelare l'occupazione qualificata, valorizzando le competenze e il patrimonio tecnologico presenti nel nostro Paese", ha affermato Urso.

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