Giorgia Meloni ha attaccato i leader di Francia, Germania e Regno Unito, accusandoli di privilegiare un piccolo club esclusivo a discapito dell’Italia. Lo riporta La Verità, che riferisce di come i tre Paesi siano l’ostacolo principale alla nomina di un inviato europeo per la guerra in Ucraina.
L’Unione Europea discute da mesi della necessità di un inviato speciale che rappresenti gli interessi europei nei negoziati tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. All’inizio del 2026, Meloni aveva suggerito di scegliere un rappresentante di uno Stato europeo minore, per evitare gelosie tra i Paesi più importanti. In un’intervista al settimanale Der Spiegel, riportata da Il Giornale, Meloni aveva affermato che “formati improvvisati e trattative disorganizzate rischiano di portare scarsi risultati”, sottolineando l’importanza di una figura autorevole e riconosciuta da tutti i 27 membri dell’Unione.
Nel suo intervento in Senato il 24 ottobre 2026, Meloni ha ribadito la necessità di un inviato europeo, affermando: “Continuo a chiedere che i 27 individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell’Europa”. Meloni ha anche proposto che, se il formato E3 (Francia, Germania, Regno Unito) “ritiene di poter fare da sole e meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti”.
Il formato E3 è stato creato nel 2003 per stabilire relazioni diplomatiche dirette con l’Iran, evitando la mediazione degli Stati Uniti. Francia e Germania avevano un ruolo significativo nella costruzione e gestione di centrali nucleari in Iran, con la Francia che aveva costruito il primo reattore nucleare iraniano e la Germania che aveva un ruolo importante nella costruzione e gestione delle centrali nucleari nel Paese.
Meloni ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il 15 aprile 2026 a Palazzo Chigi, a Roma.