Secondo quanto riportato, il tribunale di Milano ha risposto ufficialmente alle critiche mosse da Giorgia Meloni e Antonio Tajani nei confronti della scarcerazione di Youssef Siher, trentenne ritenuto amministratore della pagina Instagram e del gruppo Telegram Movimento 17 ottobre, scarcerato dopo essere stato detenuto nel carcere di San Vittore in misura preventiva per alcuni giorni, nell’ambito delle indagini della procura di Milano sui disordini avvenuti il 17 e 18 ottobre.

In un comunicato pubblicato sul proprio sito, la presidenza del tribunale ha definito le dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo «irricevibili» e indice di «una scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno stato di diritto».

Il caso riguarda Siher, per il quale la giudice per le indagini preliminari (gip) Tiziana Landoni ha deciso di non convalidare l’arresto e di liberarlo, ritenendo che non sussistessero i presupposti legali per la detenzione.

Meloni aveva definito la decisione della gip «vergognosa» in un post pubblicato sui social, affermando erroneamente che Siher fosse accusato di gestire una pagina Telegram che incitava a manifestazioni violente e a nuove devastazioni. In realtà, secondo quanto riferito da diverse testate, Siher non sarebbe il responsabile diretto dei disordini, ma avrebbe sfruttato le proteste per organizzare nuove manifestazioni il 24 ottobre.

Anche Tajani ha pubblicato un post su X (ex Twitter) in cui ha affermato falsamente che Siher fosse «considerato uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano».

Il comunicato del tribunale non cita esplicitamente i due politici, ma si riferisce alle «dichiarazioni di alcuni esponenti politici di rilievo ricoprenti anche cariche istituzionali», affermando che «la vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione».

È piuttosto raro che un tribunale risponda ufficialmente a critiche politiche, e questo rende l’intervento del tribunale di Milano un fatto politico degno di nota.

Le dichiarazioni di Meloni sulla scarcerazione di Siher risultano inoltre in forte contrasto con quanto sostenuto dalla stessa durante la campagna elettorale per il referendum sulla giustizia, quando aveva sottolineato la necessità di riforme per evitare che i giudici si facessero condizionare dai pubblici ministeri.

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