Le immagini dei disordini avvenuti nel centro di Milano tra sabato 17 e domenica 18 ottobre hanno suscitato pesanti critiche nei confronti del governo e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Alcuni osservatori hanno sottolineato come sia più difficile prevedere e contrastare comportamenti violenti quando si tratta di manifestazioni spontanee organizzate tramite i social network da gruppi di giovani privi di riferimenti politici o ideologici chiari. In questi casi, secondo tali critiche, le forze dell’ordine si troverebbero in maggiore difficoltà rispetto ai cortei promossi da associazioni o movimenti riconosciuti, poiché mancherebbero interlocutori con cui dialogare preventivamente e perché il comportamento dei partecipanti risulterebbe meno prevedibile.
Le critiche si concentrano sul fatto che, nonostante gli attuali strumenti legislativi, le forze di polizia e l’intelligence non sarebbero state preparate e coordinate per affrontare l’emergenza. Sabato pomeriggio, nel centro di Milano, si sono radunati centinaia di ragazzi e ragazzini, in gran parte minorenni e alcuni sotto i quindici anni. Il gruppo è eterogeneo e le motivazioni che li hanno portati in piazza sono difficilmente riconducibili a movimenti ideologici o politici. Si ipotizza che i ragazzi si siano uniti al corteo con l’intenzione di danneggiare vetrine di negozi e saccheggiare attività commerciali.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato una riunione di governo per lunedì mattina, e il Consiglio dei ministri è stato convocato per martedì 20 ottobre alle 17:30. Durante il Consiglio dei ministri, il governo ha annunciato che saranno approvate nuove norme per contrastare la criminalità, in particolare quella commessa dai minori. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha inoltre annunciato che saranno schierati 500 militari in più a Milano.
Secondo quanto emerso, le iniziative organizzate tramite social network non sarebbero state intercettate nei giorni precedenti, portando a una situazione in cui le forze dell’ordine hanno faticato a gestire la situazione. Questo ha sollevato critiche sull’impreparazione delle forze di polizia e dell’intelligence nel prevenire e affrontare episodi di questo tipo. Alcuni osservatori ritengono che le manifestazioni organizzate da associazioni o movimenti politici siano più facili da gestire, poiché le forze dell’ordine conoscono i referenti, sanno quali persone saranno presenti e possono prevedere gli obiettivi della protesta.