Milano Cortina 2026 è finita, ma il conto rimane aperto. A quasi un anno dalla chiusura dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, il nuovo report di Open Olympics, la rete civica promossa da Libera, fotografa lo stato di opere, risorse e bilanci ancora legati all'evento. Il quadro restituito dai numeri è quello di un piano infrastrutturale ancora largamente incompiuto, con costi aumentati, lavori rinviati fino al 2033 e una spesa pubblica che, tra organizzazione e opere connesse, supera i 5,7 miliardi di euro.
Secondo il monitoraggio pubblicato l'11 ottobre 2026, le 98 opere mappate valgono complessivamente 3,62 miliardi di euro. Rispetto alla prima rilevazione di settembre 2024, il costo è aumentato di 210 milioni (+6,2%), mentre negli ultimi dieci mesi la crescita è stata di 84,7 milioni (+2,4%). Circa il 19% degli interventi ha registrato un aumento di spesa: il caso più rilevante riguarda una riqualificazione stradale nell'area di Busto Arsizio-Gallarate-Cardano, lievitata di 49 milioni (+87%). A crescere sono soprattutto le opere di legacy, cioè quelle ereditate dai territori, con 81 milioni di incremento; più contenuto quello delle opere essenziali, 3,7 milioni.
Nel frattempo, i cantieri procedono a velocità differenziata. Solo 49 opere su 98 risultano concluse, pari al 50%. In termini economici, però, il dato è ancora più netto: gli interventi terminati valgono 890 milioni, appena il 25% dell'investimento complessivo. Altri 630 milioni (17%) sono in esecuzione, mentre 2,1 miliardi (58%) riguardano opere non ancora concluse. Di queste, quasi un terzo non è ancora entrato in cantiere. La scadenza ultima per la conclusione dei lavori, fissata dal cronoprogramma, arriva al 29 dicembre 2033.
Sul fronte delle risorse, il report analizza anche i fondi gestiti dal Commissario straordinario per le Paralimpiadi. Su 542,8 milioni disponibili, al 30 giugno 2026 risultano esonerati 257,80 milioni. Il 32,4% delle uscite è avvenuto nel trimestre successivo alla chiusura dei Giochi, con 83,3 milioni impegnati tra aprile e giugno 2026. Tra le principali destinazioni figurano 64 milioni alla Fondazione Milano Cortina, 16 milioni a Simico e oltre 7,6 milioni alla Difesa e all'Associazione Nazionale Alpini. Restano collegati alla garanzia 62,7 milioni.
Milano Cortina 2026 è finita, ma il conto rimane aperto. A quasi un anno dalla chiusura dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, il nuovo report di Open Olympics, la rete civica promossa da Libera, fotografa lo stato di opere, risorse e bilanci ancora legati all'evento. Il quadro restituito dai numeri è quello di un piano infrastrutturale ancora largamente incompiuto, con costi aumentati, lavori rinviati fino al 2033 e una spesa pubblica che, tra organizzazione e opere connesse, supera i 5,7 miliardi di euro.
Secondo il monitoraggio pubblicato l'11 ottobre 2026, le 98 opere mappate valgono complessivamente 3,62 miliardi di euro. Rispetto alla prima rilevazione di settembre 2024, il costo è aumentato di 210 milioni (+6,2%), mentre negli ultimi dieci mesi la crescita è stata di 84,7 milioni (+2,4%). Circa il 19% degli interventi ha registrato un aumento di spesa: il caso più rilevante riguarda una riqualificazione stradale nell'area di Busto Arsizio-Gallarate-Cardano, lievitata di 49 milioni (+87%). A crescere sono soprattutto le opere di legacy, cioè quelle ereditate dai territori, con 81 milioni di incremento; più contenuto quello delle opere essenziali, 3,7 milioni.
Nel frattempo, i cantieri procedono a velocità differenziata. Solo 49 opere su 98 risultano concluse, pari al 50%. In termini economici, però, il dato è ancora più netto: gli interventi terminati valgono 890 milioni, appena il 25% dell'investimento complessivo. Altri 630 milioni (17%) sono in esecuzione, mentre 2,1 miliardi (58%) riguardano opere non ancora concluse. Di queste, quasi un terzo non è ancora entrato in cantiere. La scadenza ultima per la conclusione dei lavori, fissata dal cronoprogramma, arriva al 29 dicembre 2033.
Sul fronte delle risorse, il report analizza anche i fondi gestiti dal Commissario straordinario per le Paralimpiadi. Su 542,8 milioni disponibili, al 30 giugno 2026 risultano esonerati 257,80 milioni. Il 32,4% delle uscite è avvenuto nel trimestre successivo alla chiusura dei Giochi, con 83,3 milioni impegnati tra aprile e giugno 2026. Tra le principali destinazioni figurano 64 milioni alla Fondazione Milano Cortina, 16 milioni a Simico e oltre 7,6 milioni alla Difesa e all'Associazione Nazionale Alpini. Restano collegati alla garanzia 62,7 milioni.