Smentita una notizia sull'indagine per il duplice omicidio di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia 15enne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina nel dicembre 2025 a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Secondo un'indiscrezione, un indirizzo IP situato negli Stati Uniti e riconducibile all'area del paesino molisano di appena mille abitanti avrebbe fatto ricerche su come preparare la ricina in polvere. La Questura di Campobasso non ha confermato la notizia. La procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha smentito l'indiscrezione: "Smentisco. Non ho notizie in tal senso", ha detto.
Restano invece confermate le audizioni di due donne, madre e figlia, in Questura come persone informate sui fatti. Sono parenti di un uomo che aveva visitato Antonella Di Ielsi il 22 dicembre, il giorno prima che fosse avvelenata. Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, è stato in Questura tre volte, per la notifica di un atto di perquisizione, per portare dei dispositivi - un portatile, un computer fisso e un tablet della figlia - e per una perquisizione durante la quale è stata trovata una borsa appartenente ad Antonella: la sua presenza è ora oggetto di indagine.
Questa mattina, in merito al triplice accesso di Gianni Di Vita in Questura, il suo legale Vittorino Facciolla ha spiegato: "Il signor Di Vita è stato in Questura tre volte: ieri pomeriggio, ieri sera e questa mattina. Ieri pomeriggio per la notifica di un atto di perquisizione, ieri sera perché ha portato dei dispositivi, un portatile, un computer fisso e un tablet della figlia, e infine questa mattina per una perquisizione nel corso della quale è stata trovata una borsa appartenuta ad Antonella Di Ielsi. La sua presenza è ora oggetto di indagine. A quel punto hanno verbalizzato la presenza della borsa e di quanto ritrovato al suo interno".
Sono state ascoltate anche altre persone vicine alla famiglia delle vittime, persone che avevano avuto contatti con Antonella e Sara nei giorni immediatamente precedenti alla tragedia. Tra queste, la sorella e la nipote dell'uomo che aveva fatto visita ad Antonella il giorno prima dell'avvelenamento. Le due donne sono state sentite per ore come persone informate sui fatti. Un altro conoscente della professoressa liceale è stato interrogato come "particolare rilievo", ma la sua posizione non è stata chiarita.
Fonti
- Corriere della Sera: Giallo della ricina, individuato il computer su cui venne fatta ricerca sul veleno. Audizione in corso per una donna e la figlia
- la Repubblica: Avvelenate a Campobasso, individuato computer dal quale sono state fatte le ricerche sulla ricina
- Sky TG24: Caso ricina, Procura smentisce indiscrezioni su svolta informatica