La Procura di Salerno ha presentato ricorso contro l’assoluzione di Romolo Ridosso, l’ex ras della camorra di Scafati il cui nome è strettamente legato al processo per l’omicidio di Angelo Vassallo. A quattro mesi dalla sentenza del 19 giugno 2026, il procuratore Raffaele Cantone e il pm Elena Guarino hanno deciso di impugnare il verdetto del gup di Salerno, Giovanni Rossi.
Ridosso, che aveva confessato nel marzo 2025 il proprio coinvolgimento nell’omicidio del sindaco di Pollica, avvenuto il 5 settembre 2010, era stato assolto perché il giudice aveva ritenuto non pienamente attendibili le sue dichiarazioni. Al contrario, secondo la Procura, le parole di Ridosso risultano “riscontrabili e riscontrate, attendibili e convincenti”, come riportato da Il Mattino.
Le motivazioni del ricorso
In 40 pagine, i magistrati contestano le motivazioni della sentenza che non avrebbe riconosciuto pieno valore alla ricostruzione fornita dall’imputato. La Procura sottolinea che le confessioni di Ridosso, rese il 24 e 25 marzo 2025, sono coerenti con i verbali delle indagini e con elementi già acquisiti prima delle sue dichiarazioni.
Secondo i pm, la sentenza avrebbe omesso di considerare elementi probatori già esistenti e ritenuti attendibili nelle precedenti fasi processuali. Per questo motivo, la richiesta è quella di annullare l’assoluzione e rimettere il caso al giudice per un nuovo esame.
La posizione di Ridosso
Ridosso aveva confessato di aver partecipato, insieme ai due coimputati Lazzaro Cioffi e Giuseppe Cipriano, a un sopralluogo ad Acciaroli per preparare l’agguato a Vassallo. Secondo la Procura, le sue dichiarazioni erano corroborate da elementi già presenti nel fascicolo, tanto da aver chiesto per lui una condanna a sette anni e quattro mesi con rito abbreviato.
Il ricorso insiste su un punto centrale: Ridosso non sarebbe un collaboratore di giustizia nel senso tecnico del termine, ma un imputato che ha ammesso le proprie responsabilità. “Romolo Ridosso non è un collaboratore di giustizia le cui dichiarazioni per essere credibili devono essere valutate ricercando riscontri obiettivi individualizzanti”, si legge nel ricorso.
Le reazioni della famiglia Vassallo
La decisione della Procura è stata accolta con favore dalla famiglia Vassallo. Dario Vassallo, fratello del sindaco ucciso e presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa dei magistrati, ribadendo la fiducia nella giustizia.
“Non chiediamo scorciatoie, chiediamo verità. Come cittadini, abbiamo il dovere di continuare a chiedere verità e giustizia. Il ricorso della Procura al Tribunale del Riesame è un passo importante in questa direzione”, ha dichiarato Vassallo.
Di diverso avviso l’avvocato di Ridosso, Michele Avino, che aveva già manifestato perplessità sulla strategia difensiva del proprio assistito. “Certamente non posso chiedere l’assoluzione per il mio assistito”, aveva dichiarato ad Adnkronos.
Un caso ancora aperto
L’omicidio di Angelo Vassallo resta uno dei casi irrisolti più noti degli ultimi anni. Il sindaco di Pollica fu ucciso con nove colpi di pistola mentre rientrava a casa. Le indagini avevano subito diversi rallentamenti fino alla riapertura del caso da parte della Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, grazie alle dichiarazioni di Ridosso.
Se l’assoluzione di Ridosso dovesse essere confermata, le conseguenze potrebbero essere rilevanti anche per il procedimento nei confronti di Cioffi e Cipriano, che affrontano il processo con rito ordinario. Un altro ricorso è inoltre atteso per il proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo, accusato di depistaggio.