Il 7 ottobre 2026, la Guardia di Finanza di Roma ha eseguito un sequestro preventivo di 14 milioni di euro e un arresto nei confronti di un commercialista, nell'ambito di un'inchiesta su un presunto sistema di cooperative "usa e getta" operanti nelle province di Roma, Latina e Viterbo. L'operazione, supportata dalle strumentazioni tecniche dello Scico e dalle unità cinofile "cash dog", ha portato a perquisizioni domiciliari e locali a carico di otto indagati.

Secondo gli inquirenti, la frode si basava sull'utilizzo di cooperative consorziate come schermo giuridico per assumere formalmente 2.478 lavoratori, impiegati in realtà senza garanzie e con contratti fittizi. Il sistema avrebbe consentito di ridurre il carico fiscale e contributivo per le imprese utilizzatrici, a danno dei lavoratori stessi.

Le accuse comprendono evasione fiscale, dichiarazione fraudolenta, emissione e utilizzo di fatture false, omessa dichiarazione, indebita compensazione di crediti d'imposta fittizi e omesso versamento di IVA e ritenute fiscali. Una precedente indagine aveva già evidenziato l'esistenza di un "sodalizio criminale dedito ai reati tributari" e un "sistematico schema di dichiarazione fraudolenta".

Il commercialista arrestato avrebbe gestito la parte contabile e amministrativa della frode, al servizio dell'evasione fiscale e del dumping economico.

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