Il dibattito sulla politica italiana si è acceso il 5 ottobre 2026, in seguito a un articolo di Massimo Franco pubblicato sul Corriere della Sera. Il giornalista ha commentato l'ipotesi di primarie online nel Partito Democratico (Pd), suggerite dalla segretaria Elly Schlein in risposta alla proposta del Movimento 5 Stelle (M5S) di Giuseppe Conte di selezionare il candidato premier attraverso una consultazione aperta agli elettori di sinistra.
Franco ha sottolineato i rischi associati al voto online, definendolo talvolta una "caricatura di democrazia" e ipotizzando la possibilità di interferenze informatiche da parte di agenti russi che potrebbero favorire la rielezione della segretaria del Pd. Secondo il giornalista, in un contesto di crisi internazionale e guerra, il voto online potrebbe trasformarsi in una "scalata ostile" senza regole condivise, minacciando la democrazia.
Filippo Sensi, dirigente del Pd e vicino a Elly Schlein, ha risposto indirettamente alle affermazioni di Franco, sottolineando la necessità di una nuova politica estera italiana, soprattutto in relazione al sostegno militare all'Ucraina e alla posizione del Paese nei confronti dello scacchiere globale.
Le dichiarazioni hanno sollevato un ampio dibattito politico. Pina Picierno e Goffredo Bettini hanno criticato la scelta del Pd di affidarsi a una piattaforma online per la selezione del leader, facendo riferimento all'esperienza passata del M5S con il sistema Rousseau. Bettini ha ironizzato sulla possibilità che il Pd possa adottare un sistema simile, mentre Picierno ha evidenziato il rischio di delegittimazione del partito.
Anche Fabrizio Roncone ha espresso preoccupazioni, ribadendo la possibilità di influenze esterne sul voto e suggerendo che questa scelta potrebbe rappresentare la fine della leadership di Schlein. Giuliano Ferrara ha commentato che una piattaforma online potrebbe essere il modo giusto per selezionare il leader del Pd, sostenendo che il partito ha sempre valorizzato le primarie aperte e che ora potrebbe subire le conseguenze di questo approccio.
Infine, Ferrara ha concluso che il voto online potrebbe essere una soluzione appropriata per il Pd, sottolineando che le primarie aperte sono state una caratteristica distintiva del partito e che ora, di fronte alla proposta del M5S, il Pd sembra voler tornare a una piattaforma simile a Rousseau.
In sintesi, il dibattito evidenzia tensioni politiche interne ed esterne, nonché preoccupazioni sulla sicurezza informatica e sulla natura della democrazia in un contesto di crisi internazionale. La proposta di primarie online nel Pd è al centro delle discussioni, con opinioni contrastanti tra sostenitori e critici del partito.