Il Partito Democratico si trova in un momento di forte turbolenza interna, con la leadership di Elly Schlein sotto pressione. Secondo l'ultimo sondaggio Ipsos, il Pd è accreditato sotto il 20%, una soglia di allarme che non si vedeva dal 2018, quando il partito toccò il suo minimo storico al 18,7% sotto la guida di Matteo Renzi. Questo dato ha innescato una serie di critiche, con alcuni che accusano Schlein di essere radicale e innovatrice solo nella retorica, ma di fatto "riformista" nelle azioni, succube degli oligarchi del Pd che ne controllano l'operato.

In questo contesto, l'area dei Riformisti del Pd, che rappresenta una minoranza strutturata, si è riunita a Prato per discutere le linee politiche del partito. Durante l'incontro, è emersa una posizione chiara a favore dell'invio di armi all'Ucraina, senza compromessi. Inoltre, è stata avanzata la richiesta di primarie a doppio turno, aperte anche a candidati riformisti oltre a Schlein.

Tra gli interventi più significativi, il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha sottolineato che il Pd non si appiattisca su Avs e M5s, mentre il senatore Graziano Delrio ha evidenziato la difficoltà del partito nel promuovere un dibattito pubblico efficace. L'europarlamentare Giorgio Gori ha ribadito che il Pd non può permettersi di subire l'egemonia del M5s, e Lorenzo Guerini, leader dei Riformisti, ha dichiarato che non accettano il prendere o lasciare di Conte.

Anche sul fronte della politica estera ci sono state prese di posizione nette in favore dell'invio di armi all'Ucraina. Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele, ha espresso preoccupazione per una possibile spaccatura interna, dichiarando che un voto contrario sulla legge contro l'antisemitismo rappresenterebbe un "confine invalicabile".

Sul fronte delle primarie, i Riformisti chiedono primarie a doppio turno sul modello delle precedenti esperienze del partito, escludendo il voto online per evitare confusione. In questo contesto, Giorgio Gori emerge come un possibile candidato interno che potrebbe concorrere alle primarie, sfidando direttamente Schlein.

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