Il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2027 alcune misure sulle pensioni che, secondo Il Post , sono paradossali e contraddittorie. L’esecutivo ha proposto forme di flessibilità per consentire a un numero relativamente ridotto di persone di andare in pensione un po’ prima, ma per trovare le risorse necessarie ha deciso di bloccare in parte la rivalutazione delle pensioni per milioni di pensionati. In pratica, chi è già in pensione vedrà una rivalutazione meno generosa del dovuto, mentre una parte dei fondi risparmiati servirà a finanziare nuove uscite anticipate.

Il blocco della rivalutazione è particolarmente rilevante perché quest’anno l’inflazione è molto elevata a causa della guerra in Medio Oriente e del conseguente aumento dei prezzi del gas e dell’energia. Con l’inflazione alta, il meccanismo di rivalutazione diventa un elemento fondamentale per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati, che in Italia rappresentano una quota molto consistente della popolazione: circa un terzo degli italiani ha più di 60 anni.

Il sistema di rivalutazione delle pensioni si basa sull’indice FOI calcolato dall’ISTAT e prevede tre scaglioni: 100% dell’inflazione per le pensioni fino a 2.447,4 euro lordi (circa 1.900 euro netti), 90% per quelle tra 2.447,4 e 3.059,25 euro lordi e 75% per quelle sopra 3.059,25 euro lordi. Il governo ha deciso di abbassare queste percentuali, riducendo così l’adeguamento delle pensioni all’aumento dei prezzi.

Secondo il quotidiano, la scelta è soprattutto politica e comunicativa. Con le elezioni politiche del 2027 alle porte, l’esecutivo Meloni-Salvini punta a presentare un risultato comunicabile, anche se limitato nei numeri, sulla flessibilità pensionistica. Il rischio, però, è che finisca per finanziare l’ennesima “quota”, cioè l’ennesima deroga temporanea ai meccanismi che stabiliscono quando si può andare in pensione, a scapito di milioni di pensionati che vedranno ridurre il loro potere d’acquisto.

In sintesi, la manovra prevista dal governo Meloni finisce per essere una misura che, a meno di grosse modifiche, finirà per togliere soldi a milioni di pensionati per permettere a poche decine di migliaia di persone di andare in pensione in anticipo. Il tutto mentre l’inflazione è ai massimi livelli degli ultimi anni e il potere d’acquisto delle famiglie italiane è già messo a dura prova dall’aumento dei prezzi.

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