La Polonia ha sventato un possibile attentato contro il primo ministro Donald Tusk e il vicepremier e ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz. Le autorità hanno arrestato un uomo sospettato di aver pianificato un attacco armato contro i due esponenti di governo, secondo quanto riportato dal quotidiano polacco Rzeczpospolita.
L’episodio ha avuto origine da una segnalazione ricevuta nella notte dal servizio di protezione delle alte cariche dello Stato, la Służba Ochrony Państwa (Sop), che ha indicato la possibilità concreta di un attentato. L’allarme ha immediatamente mobilitato polizia, servizi di sicurezza e apparato antiterrorismo, con una riunione d’emergenza convocata presso la sede dell’Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego (Abw), l’agenzia di sicurezza interna polacca.
Le autorità hanno individuato e fermato un cittadino polacco sulla sessantina, identificato grazie all’analisi dei contenuti pubblicati online. I dettagli sul movente e sull’eventuale rete di contatti restano limitati: al momento non è chiaro se l’uomo agisse da solo o se vi fossero collegamenti con reti organizzate o con servizi stranieri.
Il portavoce del coordinatore dei servizi speciali, Jacek Dobrzyński, ha precisato che la minaccia era considerata sufficientemente credibile da giustificare il rafforzamento immediato delle misure di sicurezza. Il premier Tusk si trovava nella Bassa Slesia al momento dell’allerta.
L’episodio si inserisce in un contesto di forte pressione sulla sicurezza nazionale. Con la guerra in Ucraina ancora in corso, la Polonia rappresenta un passaggio logistico centrale per gli aiuti militari occidentali diretti a Kyiv. Varsavia ha più volte avvertito del rischio di operazioni ibride contro il fianco orientale della NATO, sottolineando come il territorio polacco sia già stato oggetto di sconfinamenti di droni e missili attribuiti a Mosca.
Nel suo discorso di apertura al Parlamento, Tusk ha dichiarato che la Russia potrebbe utilizzare droni o missili contro i Paesi che sostengono Kyiv, presentando tali attacchi come incidenti per mascherare operazioni ostili. Il presidente del Consiglio ha ribadito che la Polonia non intende farsi intimidire da tali minacce.
Parallelamente, secondo valutazioni condivise con Rzeczpospolita da funzionari di cinque servizi d’intelligence europei, Mosca starebbe ampliando il raggio delle operazioni ibride, prendendo di mira anche dirigenti dell’industria della difesa europea. In particolare, i servizi avrebbero indicato che proprio l’Europa centrale, inclusa la Polonia, è un’area di crescente interesse per queste attività. Diverse aziende avrebbero già rafforzato le misure di protezione personale per i propri dirigenti su indicazione delle autorità.