Si è svolta oggi a Roma, al Tribunale del Lavoro, l'udienza relativa al ricorso presentato da Sigfrido Ranucci contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione di Report. Al termine dell'udienza, il giudice si è riservato la decisione senza fissare una nuova data per l'eventuale prosieguo del procedimento.

Ranucci, storico volto del programma di inchieste di Rai 3, ha impugnato il provvedimento della Rai chiedendone la revoca e il reintegro in tempo utile per la nuova stagione di Report, che è in calendario dall'8 novembre. La decisione della Rai, risalente al 28 agosto, ha sollevato un ampio dibattito e ha segnato la fine della conduzione di Ranucci, che per nove anni aveva guidato la trasmissione dopo avervi lavorato come autore dal 2006.

Il giornalista ha contestato la legittimità della scelta aziendale sostenendo che si tratti, di fatto, di un demansionamento e di una discriminazione. Secondo quanto riportato dai suoi legali, Ranucci avrebbe appreso della rimozione dalle agenzie di stampa, senza essere stato preventivamente informato dall'azienda.

La Rai, dal canto suo, ha scelto di non costituirsi in giudizio, ritenendo che il provvedimento contestato non sia impugnabile dinanzi al giudice del lavoro. Per l'azienda si tratta di un atto organizzativo e non di un licenziamento o di un demansionamento. Il collegio di giuslavoristi di Ranucci, composto da Franco Focareta, Franco Scarpelli e Stefano Rossi, coordinati dal professor Roberto De Vita, sostiene invece che la decisione abbia un impatto sostanziale sulle mansioni del giornalista.

In tribunale era presente anche il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini. All'uscita, Corsini ha spiegato di essere stato convocato come persona informata sui fatti, ma di non essere stato sentito: "Ero venuto qui come persona informata sui fatti se il giudice avesse voluto sentirmi".

L'avvocato della Rai, Maurizio Santori, ha precisato che il giudice si è riservato di decidere se ascoltare i testimoni indicati dalle parti o se richiedere ulteriori note scritte. Santori ha inoltre confermato che la decisione dell'azienda non comporta una modifica dello stato di dipendente di Ranucci, che rimane un giornalista del servizio pubblico.

Nel ricorso, Ranucci ripercorre la propria carriera a Report: entrato nel programma nel 2006 come autore e inviato, ha iniziato a condurre il programma nel 2017, dopo il passaggio di testimone con Milena Gabanelli. Secondo la ricostruzione contenuta negli atti giudiziari, nell'estate del 2022 Ranucci e il direttore dell'approfondimento avevano concordato, su sollecitazione del direttore di Rai 3, l'inserimento di un conduttore esterno alle inchieste, senza che ciò incidesse sulla sua guida editoriale del programma. La situazione sarebbe poi cambiata con la decisione del 28 agosto scorso, quando la Rai ha annunciato la sua sostituzione alla conduzione del programma.

La nuova conduzione di Report è stata affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, con quest'ultimo che ha assunto anche la guida editoriale della trasmissione. Proprio Piervincenzi è stato sentito in tribunale, ribadendo quanto già dichiarato sulla prima telefonata con Ranucci dopo la comunicazione della Rai. "Era molto aggressivo", ha detto Piervincenzi, confermando che Ranucci gli avrebbe detto: "se rinunci sei un grande". Alla domanda su cosa volesse fare Ranucci se fosse tornato alla conduzione, Piervincenzi ha risposto: "Immagino mi caccerà via, non lo so".

Il prossimo 27 settembre scade, intanto, il termine entro il quale Ranucci dovrà scegliere una delle tre posizioni professionali proposte dalla Rai dopo la sua rimozione dalla conduzione di Report.

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