Un imprenditore dell’entroterra riminese, titolare di un noto ristorante, è finito al centro di un procedimento penale per la distrazione di beni della propria azienda in liquidazione. Il 50enne, originario di Napoli, era accusato di aver sottratto quasi 98mila euro dalla società in difficoltà economica.
Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe prelevato denaro dalle casse aziendali mentre la sua attività era già avviata alla liquidazione giudiziale. La Procura gli contestava anche la tenuta incompleta dei libri e delle scritture contabili obbligatorie, aggravando la posizione dell’imprenditore.
La vicenda giudiziaria si è conclusa con un patteggiamento. Il 2 ottobre 2026, davanti al GIP del Tribunale di Rimini Andrea Falaschetti, l’imprenditore ha concordato una pena di due anni. Il giudice ha ritenuto congrua la richiesta avanzata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Nunzia Barzan, con l’assistenza del consulente legale Davide Barzan.
Al termine dell’udienza, la difesa ha espresso soddisfazione per l’esito del procedimento. In una nota, l’avvocato Barzan ha sottolineato come il patteggiamento rappresenti un risultato significativo, considerando la gravità delle imputazioni inizialmente contestate dalla Procura nell’ambito della liquidazione giudiziale della società.
“Siamo soddisfatti dell’esito dell’udienza celebrata oggi dinanzi al GIP del Tribunale di Rimini. A fronte di contestazioni di particolare gravità formulate dalla Procura nell’ambito della liquidazione giudiziale della società, il procedimento è stato definito mediante patteggiamento con l’applicazione di una pena di due anni. Riteniamo si tratti di un risultato difensivo significativo, tenuto conto della natura e della consistenza delle imputazioni originariamente contestate”
La vicenda dell’imprenditore riminese si inserisce in un contesto più ampio di controlli e repressione delle irregolarità fiscali nel settore della ristorazione. In altre località italiane, come Verbania, le autorità hanno portato alla luce casi di evasione fiscale e distrazione di beni aziendali. Un ristoratore locale ha accumulato debiti fiscali per 780mila euro e ha subito il sequestro di beni di lusso, tra cui una Ferrari, orologi e gioielli.