Oggi la Camera dei Deputati vota a scrutinio segreto il testo definitivo della nuova legge elettorale. La maggioranza ha incassato tre voti di fiducia, ma il voto segreto rappresenta ancora un rischio concreto di defezioni tra i deputati, come riporta l’autrice Bianca Maria Togni su L'Identità.

La preoccupazione principale riguarda i parlamentari di Lega e Forza Italia, che potrebbero non voler un ritorno rapido alle urne, mettendo a rischio l’approvazione della legge. A luglio un emendamento sulle preferenze fu bocciato per un solo voto, 188 a 187, aumentando la tensione tra i partiti della maggioranza.

Nel frattempo, i deputati si lamentano della sorveglianza sui possibili traditori, con battute come "Mantovano ci controlla tutti" che circolano tra i parlamentari. Il voto segreto di oggi potrebbe quindi confermare o smentire la tenuta della maggioranza.

Se la legge passa, ci saranno ricorsi e tempi tecnici che potrebbero estendere il processo fino a febbraio, con possibilità di voto in primavera. La legge deve ancora essere promulgata dal Presidente della Repubblica, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, e attendere l’entrata in vigore prevista dopo un mese dalla promulgazione e quindici giorni dalla pubblicazione. Inoltre, il governo ha 90 giorni per adottare decreti legislativi per il ridisegno dei collegi elettorali.

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