Colpo a sorpresa di Ernesto Maria Ruffini, che porta dentro il suo progetto politico Franco Gabrielli. Il quotidiano La Repubblica ha seguito le tappe del suo avvicinamento e oggi l’ex capo della Polizia annuncia il suo ingresso ufficiale nella politica attiva, con una collocazione "senza ambiguità" nel campo del centrosinistra.
Gabrielli, che ha guidato la Protezione civile, il Sisde, l’Aisi e la Prefettura di Roma, ha spiegato di voler "accompagnare" il progetto senza chiedere incarichi o garanzie. Un’investitura importante per la fase due di Più Uno, che sta passando da una piattaforma di ascolto a un nuovo soggetto politico, con il simbolo pronto e la discussione aperta sul perimetro della coalizione del campo largo e sull’eventuale ricorso alle primarie.
Alla domanda se si colloca nel centrosinistra, Gabrielli ha risposto: “Sì, senza ambiguità”. E ha subito indicato i suoi paletti: nessun centro autosufficiente, destinato, a suo dire, all’irrilevanza.
Il nodo Italia Viva
La presenza di Italia Viva nel centrosinistra non rappresenta per Gabrielli un veto. “Non credo nei veti”, ha detto, sottolineando che “da tempo Renzi dichiara di volersi collocare nel centrosinistra. Questo dato non può essere ignorato”. Se il progetto dovesse concretizzarsi, ha aggiunto, si farà “oggettivamente fatica a non tenerne conto”.
Gabrielli ha spiegato che la sua volontà è costruire una proposta che possa rivolgersi anche a Carlo Calenda e al suo elettorato.
Chi è Franco Gabrielli
Franco Gabrielli nasce a Viareggio nel 1960 e si laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pisa. Entra nella Polizia di Stato nel maggio 1985 e lavora a lungo sui temi del terrorismo e dell’eversione, partecipando alla cattura dei brigatisti responsabili degli omicidi D’Antona e Biagi. Ha ricoperto incarichi alla guida del Sisde, dell’Aisi, della Protezione civile e della Prefettura di Roma. Nel 2016 viene nominato Capo della Polizia-Direttore generale della Pubblica Sicurezza. Con il governo Draghi diventa Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica.
Gabrielli ha ricordato di aver militato nel Movimento giovanile della Democrazia cristiana dai 14 ai 24 anni e di aver poi lasciato la politica per entrare nei ruoli dello Stato. “Per trentotto anni ho lavorato nelle istituzioni, avendo come faro l’articolo 54 della Costituzione: disciplina e onore”, ha detto, sottolineando di non aver mai praticato dossieraggi.
Un tema: la sicurezza
Il tema della sicurezza sarà certamente centrale nel suo contributo: Gabrielli ha ricordato la sua lunga esperienza negli apparati dello Stato, che gli ha permesso di conoscere da vicino il mondo della sicurezza e le sue implicazioni.