Matteo Salvini è stato riconfermato segretario federale della Lega con 465 voti su 619 delegati (oltre il 75%), contro 146 per Massimo Garavaglia, al congresso straordinario della Lega del 25 ottobre 2026 a Milano, convocato da Salvini il 20 settembre per blindare la propria leadership.

Il congresso ha evidenziato le divisioni interne al partito, emerse progressivamente dall’inizio dell’anno, e aggravate dall’uscita di Roberto Vannacci. Tra i principali dissidenti: Attilio Fontana, presidente della Lombardia, Massimiliano Romeo, segretario della Lega lombarda e capogruppo al Senato, Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, e Maurizio Fugatti, presidente della provincia di Trento. Più neutrali o ambigue le posizioni di Luca Zaia, ex presidente veneto, Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, e Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera.

Salvini ha utilizzato le divisioni tra i suoi oppositori per consolidare la sua leadership, convocando il congresso straordinario a sorpresa e garantendosi fino alle elezioni del 2027. Alcuni esponenti, come Romeo e Fontana, hanno definito il congresso «una farsa» e «un trappolone».

Garavaglia, dirigente storico della Lega lombarda, già ministro del Turismo, rappresenta la Lega di governo, pragmatica e ancorata alle radici nordiste, in contrapposizione alla linea sovranista e centralista di Salvini.

L’ultimo congresso della Lega si era tenuto nell’aprile 2025 a Firenze, dove Salvini aveva vinto senza avversari.

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