La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11496/2026 pubblicata il 28 aprile 2026, ha confermato il principio secondo cui la distribuzione dell’energia elettrica rientra a pieno titolo tra le attività pericolose disciplinate dall’art. 2050 del Codice Civile. Di conseguenza, il gestore della rete risponde dei danni causati da sbalzi di corrente, salvo che dimostri di aver adottato tutte le misure idonee a evitarli.

Il caso riguardava un centro di diagnostica per immagini che aveva subito il danneggiamento di apparecchiature elettroniche a causa di oscillazioni della tensione elettrica. Il centro si era rivolto al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, ottenendo una condanna nei confronti di E Distribuzione S.p.A. al risarcimento dei danni per complessivi 79.884,00 euro, oltre interessi e spese.

La società convenuta aveva sostenuto che il centro diagnostico si fosse accontentato di una potenza insufficiente (30 kW) per i nuovi macchinari, imputando a tale circostanza le oscillazioni di tensione e contestando l’applicabilità della disciplina sulla responsabilità per attività pericolosa.

Il Tribunale aveva invece riconosciuto la responsabilità del gestore ai sensi dell’art. 2050 c.c., decisione poi confermata in appello dalla Corte d’Appello di Messina con la sentenza n. 728/2022. Anche la Cassazione ha ribadito che la produzione e distribuzione di energia elettrica costituiscono attività pericolose, richiamando la propria giurisprudenza consolidata, tra cui la sentenza n. 32498 dell’11 novembre 2019.

Secondo questo orientamento, il distributore di energia è soggetto a una presunzione di responsabilità: spetta a lui provare di aver adottato tutte le cautele necessarie a prevenire il danno o dimostrare l’esistenza del caso fortuito.

Nel caso concreto, la consulenza tecnica d’ufficio aveva riscontrato sbalzi di tensione superiori ai limiti normativi, attribuibili a un trasformatore e a una linea di alimentazione non adeguati. Il gestore non aveva fornito elementi idonei a dimostrare che l’adozione di diverse cautele avrebbe comunque reso inevitabile il danno.

La Cassazione ha inoltre precisato che il gestore non può scaricare sugli utenti la responsabilità per la difettosa gestione della rete elettrica. L’utente non è tenuto a installare protezioni per far fronte ad anomalie che eccedono le normali fluttuazioni di tensione previste dalla normativa tecnica.

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