La Giunta regionale si è riunita l’8 ottobre 2026 come se nulla fosse, ha approvato aiuti alle imprese agricole e della pesca per contrastare l’aumento dei costi del carburante e ha discusso di altre voci economiche. Renato Schifani è ancora seduto a Palazzo d’Orléans, non si è dimesso, non ci sono stati regolamenti di conti. Ma la crisi è tutta lì, sospesa, e l’orologio corre. Il governatore di Forza Italia si è trovato da una settimana nel pieno di una bufera politica: il suo consigliere giuridico, Gaetano Armao, già vice presidente della Regione e assessore all’Economia, si è dimesso dopo la richiesta di arresto per corruzione. Forza Italia ha chiesto il rinnovamento e le inchieste hanno travolto il governo regionale. E la prossima settimana il governatore Schifani, il leader di Forza Italia Antonio Tajani e il commissario regionale Nino Minardo si incontreranno nella Capitale, probabilmente a metà della prossima settimana, per arrivare "di una proposta politica completamente nuova", come ha dichiarato Minardo.

Il governo regionale siciliano è sconvolto dalle inchieste per corruzione che hanno colpito Gaetano Armao, ex consigliere giuridico del governatore Renato Schifani, costretto alle dimissioni. Tuttavia, gli alleati Ignazio La Russa, presidente del Senato, e Claudio Durigon, vice segretario nazionale della Lega, hanno confermato la loro fiducia a Schifani, invitandolo a prendere decisioni anche drastiche. Tra le ipotesi più probabili c'è la possibilità che Schifani si dimetta, azzerando la Giunta, per tentare di ricomporre la frattura e formare una nuova squadra. Il termine utile per eventuali elezioni è il 13 dicembre, ma la data è considerata improbabile.

Nonostante la bufera, la macchina amministrativa non si è fermata. La Giunta regionale si è riunita regolarmente, approvando aiuti alle imprese agricole e della pesca per contrastare l'aumento dei costi del carburante, e ha discusso di altre voci economiche, tra cui le manovre finanziarie da 2,6 miliardi di euro. Inoltre, è stato approvato il nuovo disegno di legge anticorruzione, che ha suscitato reazioni negative da parte delle opposizioni. Ismaele La Vardera (Controcorrente) ha definito la norma una "coperta" e ha chiesto la rimozione di Schifani, mentre Anthony Barbagallo (PD Sicilia) ha criticato il ddl come un tentativo di recuperare consensi e ha chiesto una mozione di sfiducia al governatore. Roberta Schillaci (M5S) ha criticato il ritardo nell'approvazione del ddl anticorruzione, chiedendo maggiori controlli e trasparenza.

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